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Cresce lentamente, ma cresce. Il Milan di Stefano Pioli non decolla nemmeno nella sfida tra “grandi malati” contro il Napoli ma trova sempre più conferme dal rendimento di un calciatore come Rade Krunic che, dopo un inizio di stagione complicato, si sta ritagliando uno spazio sempre più importante. Grazie pure alle conseguenze del caso Kessie. Anche contro la formazione di Ancelotti, il centrocampista bosniaco si è dimostrato uno dei più lucidi, tatticamente prezioso in fase di non possesso, efficace anche quando doveva essere il Milan a fare la partita (vedi tocco decisivo per il gol di Bonaventura).

LA SVOLTA CON PIOLI - Sembrano lontanissimi i tempi in cui il precedente allenatore Marco Giampaolo lo prendeva poco in considerazione, complice qualche problema fisico che ne ha condizionato la preparazione atletica e successivamente le scelte di formazione. Un misero bottino di 45 minuti nella sfortunata partita casalinga con la Fiorentina prima della svolta, coincisa col cambio di guida tecnica: uno scampolo di gara contro il Lecce, in occasione dell'esordio di Pioli in panchina, poi, dopo due panchine con Spal e Roma, sono arrivate tre apparizioni consecutive da titolare, con Lazio, Juve e Napoli. Match nei quali l'ex Empoli ha dimostrato di avere i requisiti per prendersi stabilmente una maglia da titolare.
UN AFFARE - A discapito di quel Kessie che, a fronte di un'offerta ritenuta soddisfacente dal club, a gennaio potrebbe fare le valigie. Oltre alle prestazioni sottotono fornite in questa prima parte di stagione, società e allenatore non hanno gradito alcuni atteggiamenti in allenamento e l'ivoriano ha finito per perdere posizioni nella classifica di gradimento di Pioli. Che proverà comunque a recuperare mentalmente il ragazzo per i prossimi delicati impegni di campionato prima della sosta, ma che sa di poter contare su un Krunic in più d'ora in avanti. Acquistato per “soli” 8 milioni di euro, ma probabilmente una delle intuizioni più azzeccate la scorsa estate dalla coppia Maldini-Boban. E le sirene, chiamate Genoa e Torino, che premevano in vista di gennaio, sono oggi più lontane.