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Una banca del calciomercato in Francia dove depositare gli incassi dei trasferimenti ma anche le commissioni degli intermediari, è questa l'ultima proposta del presidente della Fifa Gianni Infantino: "Non avrei nessun problema a farlo, la trasparenza fa comodo a tutti" ha raccontato il famoso procuratore Oscar Damiani nella nostra diretta Twitch.

Che idea si è fatto sulla polemica legata alle commissioni degli agenti?
"Le commissioni normali sono come quelle di un intermediario di qualsiasi attività extra calcio, se poi ci sono interessi che vanno oltre non lo so. E' inutile guardare le commissioni dei grandi agenti che guadagnano molto, andiamo a vedere quei procuratori che prendono poco e magari da un'operazione incassano 3/4mila euro all'anno nonostante le tante spese legate a viaggi e non solo. E' sbagliato fare di tutta l'erba un fascio, per ogni trasferimento ci sono situazioni particolari".

Voi procuratori non dovreste comunicare in modo diverso?
"Sembra che il calcio vada male perché i procuratori guadagnano tanto, ma non è così. Se le società sbagliano gli investimenti e spendono cifre spropositate per alcuni giocatori, non può essere colpa degli agenti. Noi non abbiamo nulla da comunicare, io prendo una percentuale a seconda della società per la quale lavoro; ma è un discorso che vale per ogni tipo di consulenza, nel calcio e non. Più chiaro di così non posso essere". 

Cosa pensa del caso Dybala?
"In questo periodo bisogna capire le esigenze delle società. Faccio un esempio: Donnarumma ha chiesto una certa cifra per rinnovare, il Milan l'ha lasciato andare e ha preso Maignan che è altrettanto forte. Dybala è bravo, ma si gioca anche senza di lui. Quello che conta è la Juve: i giocatori oggi ci sono e domani no. Per quanto un calciatore può essere importante, la società viene prima di tutto". 

Nell'ultimo periodo si segue con grande interesse la Ligue 1. 
"E' un campionato con tanti talenti, ma non solo da oggi. Io dalla Francia all'Italia ho portato tre Palloni d'Oro: Papin, Weah e Zidane. Il problema è che oggi i francesi vanno più volentieri in Germania o in Inghilterra, in campionati che piacciono di più e ci sono guadagni migliori. Una volta i calciatori francesi ambivano a venire in Italia, oggi non più".
L'Inter ha da poco girato Satriano in prestito al Brest. Che operazione è?
"Mi sembra una buona soluzione, se emergi in Francia puoi giocare tranquillamente anche in Italia. Agoumé, per esempio, sta facendo esperienza in Ligue 1. Il ds del Brest è di origine italiana, conosce bene i giovani della Serie A".

Il Milan ha trattato Botman del Lille. 
"E' un giocatore forte, nonostante sia un 2000 ha già esperienza. Grande fisicità, forte di testa e inizia bene il gioco. Il Lille però è un club dal quale non è facile prendere giocatori: Botman costerà 40/45 milioni; oggi non vedo chi possa spendere queste cifre per un difensore in Italia. Maldini e Massara cercheranno di portarlo al Milan, ma credo sia un'operazione molto complicata".

Secondo lei Icardi tornerà in Serie A?
"Credo sia difficile, ha un ingaggio di 20 milioni lordi che in questo momento è improponibile per ogni club italiano".

Ci racconta un retroscena sull'asse Francia-Italia?
"Anni fa proposi Guendouzi in Serie A, quando aveva 17/18 anni e giocava nell'Arsenal (oggi è in prestito al Marsiglia, ndr). Aveva anche fatto un provino, ma non lo ha voluto nessuno. Peccato, io l'avrei visto bene in Italia". 

E un giocatore che potrebbe arrivare dalla Ligue 1?
"Per Gouiri del Nizza si è mosso qualche club italiano in vista dell'estate, ma sul giocatore ci sono anche società inglesi e tedesche. Un trasferimento in Serie A mi sembra complicato".