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Insostituibile. Danilo è uno dei pilastri dal Brasile che corre a tutta velocità verso Qatar 2022, dove vuole recitare un ruolo da protagonista. Sempre presente, in tutte e 10 le partite, che la Selecao ha vinto (9) o pareggiato (1a, ieri contro la Colombia),  subendo solo 3 gol e tenendo per 8 volte la porta inviolata. Per Tite è un valore aggiunto, non a caso l’ha schierato 27 volte da quando è sulla panchina brasiliana, una in più di un mostro sacro come Dani Alves.

CERTEZZA -
“Danilo porta solidità difensiva, libera il secondo centrocampista e l’attaccante sul lato destro, dando equilibrio alla squadra” ha detto di lui Tite, un pensiero che condividono tutti gli allenatori che ha avuto alla Juve, compreso Allegri, che in questa stagione ha dimostrato di volerci puntare forte. Con lui in campo, da terzino destro, la Juve ha vinto sei volte e pareggiato una (contro l’Empoli ha giocato da centrocampista centrale), numeri che non possono essere solo frutto del caso. L’ex Real Madrid e Manchester City non è mai appariscente, ma sa essere concreto. Un leader intelligente, fondamentale per gli equilibri bianconeri. 
DA JUVE - Anche per Juve, insomma, è un intoccabile. Per questo motivo in estate ha respinto la corte del Bayern Monaco, che voleva portarlo in Germania. Una risorsa con un ingaggio da 4 milioni di euro netti all’anno, lo stesso stipendio di Bernardeschi, inferiore a quelli di de Ligt, Bonucci, Ramsey, Szczesny, Rabiot o dei connazionali Alex Sandro e Arthur. Concentrato in campo, mai una parola fuori posto: profilo da Juve, senza costi esorbitanti. Uno che suda la maglia, un professionista esemplare, che ha in testa solo la vittoria.