La Juve ci spera ancora. La partita per arrivare a Matthijs de Ligt non è ancora chiusa, perché il forte centrale difensivo classe '99 dell'Ajax non ha ancora preso una decisione chiara sul suo futuro e ad incidere, stando alle sue parole, non sarà soltanto l'aspetto economico. De Ligt è indubbiamente tra i migliori, se non il migliore giocatore in prospettiva nel suo ruolo in Europa, e dopo essersi consacrato sul palcoscenico della Champions League ha bisogno di giocare con continuità per confermarsi. Ecco perché il Barcellona, la squadra che da più tempo ha messo gli occhi su di lui e che rappresenta, insieme al Paris Saint Germain, la minaccia principale per i bianconeri, è tutt'altro che certo di chiudere l'operazione.

I DUBBI - In un'intervista concessa a Mundo Deportivo, de Ligt è tornato a seminare dubbi circa il proprio futuro: "E' stata una stagione spettacolare per me e per le mie squadre. I grandi club mi cercano? E' un onore, ora potrò pensarci e decidere il mio futuro. I soldi non sono un problema. Per me è importante sapere che nella squadra in cui vado posso essere in risalto e giocare molto". Al Barcellona ritroverebbe l'amico de Jong, ma a quanto pare potrebbe non bastare per convincerlo a sposare la causa blaugrana: "Sarebbe bello giocare con lui ma devo pensare a me. Non sono quando deciderò, mi prenderò il mio tempo. Barcellona? Forse non è ancora il momento".

IL RUOLO DI RONALDO - Parole non propriamente di apertura, considerando che attualmente il club spagnolo vanta in rosa già Piqué, Lenglet e Umtiti nella batteria dei centrali, parole che alimentano le speranze di chi, come la Juventus, si è mossa in tempi non sospetti (invitandolo a Torino la scorsa estate) per questo giocatore, grazie anche agli ottimi rapporti col suo agente Mino Raiola. E, in occasione della recente finale di Nations League persa contro il Portogallo, il centrale olandese è stato avvicinato niente poco di meno che da Cristiano Ronaldo, che avrebbe provato a fare breccia nei suoi dubbi suggerendogli di raggiungerlo a Torino per dare assieme l'assalto a quel sogno proibito chiamato Champions League.