32
A tutto Matthijs: in una lunga intervista concessa a Tuttosport, De Ligt si racconta in vista della ripresa del calcio: "Va molto meglio. All'inizio potevamo allenarci solo in piccoli gruppi e non potevamo toccarci e, sì, era più difficile e più brutto. Nei giorni scorso è stato molto bello tornare a lavorare normalmente, poter giocare con gli altri ragazzi, trovarci tutti insieme sul campo". 

SUL TRASFERIMENTO ALLA JUVE - "Il primo sentimento è stato la felicità: mi ha comprato la Juventus, uno dei più grandi club del mondo. Poi appena arrivato sono immediatamente partito per l'Asia, dove mi sono reso conto di quanto grande sia questo club: trovavo tifosi ovunque, in qualsiasi parte del mondo andassi, la fama della Juventus è immensa. Tutto diverso rispetto alla vita all'Ajax. Diciamo che la prima grande differenza che mi ha colpito è la dimensione internazionale del club. E poi c'è stata l'accoglienza dei compagni, un gruppo eccezionale, sono stati veramente carini e disponibili con me, nessuno escluso. Mi hanno fatto sentire immediatamente parte di una famiglia".

SUL POSSIBILE ADDIO - "Se sto bene? Certo che sono felice! Mi sono reso conto che nell'ultimo periodo, senza il calcio giocato, qualcuno ha inventato un po' di cose sul mio conto. Sono veramente felice di essere qui, di allenarmi ogni giorno con giocatori straordinari, ho la costante sensazione di migliorare giorno per giorno e quindi ora sono molto contento alla Juventus".
SUI COMPAGNI - "Il livello della squadra è davvero alto. Ovviamente c'è Ronaldo, ma non lo nomino, perché tanto sanno tutti cosa può fare Cristiano. Allora dico che che ce ne sono altri due che mi hanno colpito: uno è Dybala, che ha una tecnica davvero sbalorditiva. L'altro, e forse a qualcuno potrebbe suonare strano, è Rodrigo Bentancur, giocatore dalle qualità tecniche davvero sorprendenti. Credo che sia parecchio sottovalutato, è un grande giocatore con un grande futuro davanti".

SU SARRI - "Un tattico. Molto attento a quell'aspetto e con un'idea di calcio estremamente precisa. Vuole costruire dal basso, giocare un calcio tecnico, più o meno come ero abituato all'Ajax. In fondo puoi dire che è molto 'olandese', anche se rimane forte la sua italianità. Si potrebbe dire che lui è la via italiana al calcio totale degli olandesi".

SU RONALDO - "E' un professionista stupefacente. Il migliore della sua generazione, uno dei migliori giocatori di sempre. E' un enorme esempio per i giovani come me, non che in questa Juventus manchino esempi, ma lui è davvero particolare. Provo sempre a migliorare il mio modo di giocare guardandolo, anche negli allenamenti è pazzesca l'intensità che ci mette e ti chiedi se ha davvero 35 anni. Esigente? Certo che lo è. Vuole vincere sempre e per vincere devi avere ottimi compagni. E noi vogliamo dimostrargli che siamo all'altezza, quindi sì, è esigente, ma forse sarebbe meglio dire stimolante".