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Prenderà il numero 5. Come l’ultima volta in nazionale e sempre per lo stesso motivo: era il numero di Paulo Roberto Falcao. Il numero più romanista che ci sia, non poteva che andare a Daniele De Rossi anche stasera per l’amichevole a Bari coi campioni del mondo della Spagna.
Lui, che vanta il record di essere il romanista più presente in nazionale della storia (63 presenze), e anche il marcatore più prolifico con 10 reti. Lui, che riparte proprio da Bari quando sciaguratamente, sfinito per una stagione mai stata così negativa a livello personale, si lasciò andare ad una gomitata a Bentivoglio che gli procurò tre giornate di squalifica lasciando la Roma allo sbando per le ultime partite e beccandosi conseguentemente lo stop di cinque mesi voluto da Prandelli per motivi disciplinari.

Ma è acqua passata, perché Daniele è un campione e domani sarà il metronomo del centrocampo italiano, davanti alla difesa, proprio come Falcao. Proprio in questi giorni in cui si sta discutendo il rinnovo contrattuale. La Spagna è nel nostro destino. Anzi, nel nostro presente. Perché se le speranze di poter portare in Italia un gioco tanto spettacolare quanto forse impraticabile, quale test migliore se non trovarsi davanti i più forti? I dominatori assoluti del possesso palla, delle triangolazioni, di quella idea di calcio che è il pallone che deve sudare.

Il nostro Daniele domani sarà un pioniere di questa idea, si confronterà con chi questo tipo di calcio cel’ha nel Dna, cercando di capire qual è l’ingrediente segreto che ha fatto della Spagna la regina d’Europa. Si troverà davanti a una sorta di specchio domani sera, e forse non si spaventerà davanti a quello che vedranno i suoi occhi. Ripenserà sicuramente a Lucho, a quello che ha provato a trasmettergli, che è possibile giocare a pallone in modo semplice, senza lancioni lunghi, ma in modo estremamente efficace. Iniettato di fiducia sicuramente, perché come ha ribadito il tecnico, «giocatori come Daniele sono difficili da trovare, me encanta.

Tante strade incrociate presenta la sfida di domani sera, e importante sarà fare bella figura, che si vinca o che si perda. Ma con una Spagna rimaneggiata date le assenze illustri e pesanti di due pilastri come Sergio Ramos (problemi alla schiena) e Xavi ( quest’ultima dell’ultimo minuto, problemi al polpaccio) e con questa Italia che inizia a credere nei propri mezzi e con un De Rossi in più, l’ impresa potrebbe non essere poi così ardua. Cassano-Rossi. Saranno i terminali della squadra stasera, come ha spiegato Cesare Prandelli: «Lo faccio per non dare punti di riferimento alla Spagna. Cassano ha un’ora di autonomia ad alto livello. Per il resto, ho a disposizione centrocampisti di qualità e punto su quello,anche se è il punto forte della Spagna». Prandelli schiererà infatti un Italia con quattro giocatori in mezzo al campo. Oltre a Buffon, Maggio, Ranocchia, Bonucci e Criscito in difesa, la linea di centrocampo sarà composta da Pirlo, Thiago Motta e De Rossi più uno tra Aquilani e Montolivo. Ore 20,45 in onda su Rai uno. Si va verso il tutto esaurito.