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Il difensore dell'Inter Stefan de Vrij ha risposto alle curiosità social dei tifosi nerazzurri su InterTV: "Il mister cerca sempre di starci vicino anche in questo periodo, ci sente tutti anche se non fisicamente ma tramite messaggi. Anche il suo staff cerca di starci vicino. C’è più attività sulla chat di gruppo, ma penso che noi siamo un gruppo stretto e quanto torneremo sarà come prima".

SUL CORONAVIRUS - "È sempre una lotta che cerchiamo di vincere, come lo facciamo nel calcio possiamo essere uniti come squadra anche in questo - aggiunge De Vrij sulla battaglia contro il Covid-19. Questa è la cosa in comune. La professionalità dell’Inter è alta: ci porta da mangiare, le bici e gli elastici per allenarci, ci arrivano anche i messaggi da parte dei medici per sapere come stiamo. Ora secondo me non è il momento di parlare di calcio, abbiamo sempre giocato una partita alla volta e ora ne stiamo giocando un’altra che cerchiamo di vincere. Poi penseremo a giocare quando sarà il momento e cercheremo di vincere anche la".

Senti l'affetto dei tifosi?
"Sì tantissimo, allo stadio ma anche fuori. Si sente quanto tengono alla squadra, è importante per noi giocatori"

Cosa ti spinge a scrivere sui social?
"E' una gioia regalare gioie. Noi siamo fortunati e basta poco; sono meno attivo sui social ora, però cerco di far felici le persone".

Come ti trovi con Conte?
"Mi trovo bene, io sto imparando tante cose come tutti gli altri: siamo contenti, cerchiamo di seguirlo".

Come ti trovi con Skriniar?
"E' un difensore fortissimo dal quale imparo tanto. E' un bravissimo ragazzo, è un piacere giocare con lui". 

Domanda di D'Ambrosio: quanti libri hai letto in quarantena?
"Finora, in una settimana, ne ho letti 4. Abbiamo tanto tempo, mi piace leggere sul balcone di pomeriggio. Mi piace leggere cose spirituali".

Il gol più bello?
"Sono due, quelli contro il Milan".

Il giocatore più difficile da marcare?
"Sono tanti, tipo Messi e Ronaldo che sono i migliori. Anche Mbappé è difficile da marcare perché è velocissimo".

Quale squadra che tifavi da piccolo?
"Il Feyenoord, l'ho sempre tifato e poi ci ho giocato. Mio papà mi ha trasmesso la passione per il calcio, lui giocava da ragazzo ed è uno che segue tante partite, incluse le mie: è fiero di me". 

La gara che ricordi con più piacere?
"Sono tante, ma se ne devo scegliere una dico la gara contro la Spagna al Mondiale vinta 5-1. All'Inter dico i derby dove ho segnato, sono emozioni che rimangono per sempre".

Quale dei due gol segnati nel derby reputi migliore?
"Penso quello di quest'anno per il tipo di partita: la rimonta da 0-2 a 4-2, è stato bello segnare il terzo in quella maniera". 
Come è giocare in Nazionale con Van Dijk?
"Molto bello, è forte e posso imparare tanto da lui. Fuori dal campo è una bravissima persona. Lui è fortissimo, guardo cosa fa e vedo come risolve le situazioni: quello me lo porto dietro sia all'Inter che in Nazionale. Io cerco sempre di migliorarmi". 

La meta del tuo prossimo viaggio?
"Non è giusto pensare ai viaggi in questo momento, dobbiamo stare a casa". 

Il tuo ristorante preferito?
"Si chiama 'Io', è un posto giapponese che è vicino a casa mia. Ma in questo momento non ci posso andare".

Dicci qualcosa in milanese.
"Vuole sentire la frase del mio video di presentazione? Taaac (ride ndr). Sono migliorato?". 

Hai sempre voluto giocare come difensore?
"Ho iniziato come attaccante, poi sono passato a centrocampo; a 16 anni sono diventato terzino e quindi centrale in prima squadra. Il calcio è stato il primo sport che ho iniziato a fare, poi ho fatto anche tennis: ho dovuto scegliere ma ho scelto bene".

La tua fonte di ispirazione calcistica?
"Tanti giocatori, ma ho sempre voluto diventare la miglior versione di me stesso".  

La qualità migliore di un centrale?
"Tante, non ce n'è una in particolare. Sicuramente leggere le situazioni".

Ti piace di più la prima, seconda e terza maglia?
"La terza, ce l'ho anche addosso ora. Mi piacciono tutte, ma questa è la più bella con quella verde". 

Dove potete migliorare dopo questa quarantena?
"Su ogni aspetto, tramite il lavoro. Prima dobbiamo battere questo avversario, poi penseremo al calcio".

Cosa hai provato la prima volta che hai giocato con l'Inter?
"Esperienza bellissima, ogni volta è così". 

Preferisci giocare a 3 o 4 in difesa?
"Io gioco e dove serve al mister, quest'anno a tre. Non ho preferenze e non ci sono differenze".

In tanti ti chiedono la maglia dopo la gara, come fai a vederli?
"Me lo dice qualcuno, poi alcuni hanno cartelloni sono grossi e li vedo da me".