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Il verbo 'vendere' e il nome 'Stefan de Vrij' non possono stare nella stessa frase nell'idea di Antonio Conte. Più di un modo di dire, perché il difensore olandese - da poco passato nella scuderia di Mino Raiola - è un pallino dell'allenatore che da quando è arrivato all'Inter un anno fa ha avuto modo di essere sempre molto chiaro: incassare è importante per tutti i club, ma de Vrij è semplicemente intoccabile nella sua idea di calcio. Un difensore sempre presente, serio in campo e fuori, tenace come pochi ma soprattutto elegante e qualitativamente raro nell'impostazione della manovra.


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VALORE CAMBIATO - Un "uomo di Conte" in piena regola, al punto che la prima volta in cui l'allenatore si è trovato costretto ad alzare i toni un anno fa è stato a fronte dei tentativi del Barcellona per de Vrij. Lo raccontavano i quotidiani catalani e ci lavoravano effettivamente i dirigenti blaugrana a caccia di un centrale, ma Conte è stato chiarissimo (a suo modo...) per opporsi a ogni ipotesi di cessione per l'olandese. Il suo valore è cambiato in maniera impressionante negli anni e anche negli ultimi mesi per come la vede l'Inter: all'estero si racconta di 45/48 milioni come riferimento quando si parla di lui, in realtà l'Inter valuta de Vrij non meno di 70 milioni per il suo rendimento attuale, l'età e lo spessore del giocatore al di là di ogni ribasso legato alla crisi post-Coronavirus. Intoccabile per Conte, appunto. Un veto non da poco.