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Intervistato da Tuttosport l'allenatore dello Shakhtar Donetsk, Roberto De Zerbi, ha parlato della sfida contro l'Inter di Champions League e del suo modo di vedere il calcio. 

SENZA FILTRI - "M’infastidisce quando si enfatizzano cose normali che dico io, ma pensano in tanti. Io parlo senza filtri e allora succede che si crei lo scandalo perchè critico la Superlega, ma lo pensano tutti tranne quei pochi che ne trarrebbero vantaggio e i tifosi da divano. Io non lo sono mai stato, andavo in Curva a vedere il Brescia e sognavo che la mia squadra potesse battere le più forti. Lo penso anche ora che faccio l’allenatore e tramite il mio calcio provo ad ottenere risultati che sembrano impossibili. Per riuscirci occorre però che ci sia la possibilità almeno di giocare le partite. Sulla Superlega mi hanno dato molto fastidio le modalità in cui si voleva far passare la decisione. I Mondiali sono belli anche perchè ci sono 4 anni di attesa tra uno e l’altro".
 
TROPPI IMPEGNI - "Si gioca tanto, ma ci sono anche rose ampie e con le giuste strutture ci si può allenare bene. Piuttosto sono le condizioni meteo ad essere condizionanti: il troppo caldo o il troppo freddo. Gli infortuni non dipendono dal ritmo delle partite: il calcio è uno sport traumatico e ti logora, difficilmente ne esci indenne a fine carriera. Se ti va bene devi o dovrai fare una o due operazioni". 
 
SPAZZARE OGNI TANTO - "Col Real è stata colpa mia perchè chiedo sempre di giocare, ma eravamo in 3 contro 1 con il portiere poi è arrivato anche Vinicius a dare un aiuto a Benzema. Era da leggere diversamente: la verità è che la palla stava rimbalzando male a Marlon e non poteva pulirla. Quindi sì, per una volta andava spazzata via. E’ una situazione che si determina in pochi secondi". 
 
LA SCELTA DELL'UCRAINA - "Assolutamente sì. Sono contento del club, dei dirigenti, dei giocatori, delle loro qualità e di come mi seguono. Siamo appena partiti con questo nuovo progetto. Dobbiamo migliorare le conoscenza ed essere pronti a mettere dentro quello che ancora ci manca nella prossima sessione di mercato. Tornare? Certo, ma prima devo far bene il lavoro che mi sono posto come obiettivo allo Shakhtar Donetsk. Me ne sono andato perchè il ciclo con il Sassuolo era finito. Ho lasciato l’Italia anche controvoglia perché lì ho i miei affetti, le mie abitudini.  Roma e Fiorentina? Niente di concreto"
 BATTO L'INTER - "Dobbiamo vincere a San Siro. A Milano veniamo per fare risultato come siamo andati al Santiago Bernabeu, sperando vada meglio. Crediamo ancora nel terzo posto. La squadra di Simone Inzaghi è forte fisicamente e mentalmente. Dzeko ha caratteristiche diverse da Lukaku, ma a livello generale non è certo meno forte".  
 
SERIE A - "Milan e Napoli hanno spinto tanto, ma era normale che l’Inter non fosse ancora fuori dai giochi. E anche l’Atalanta con il recupero di alcuni infortunati dirà la sua. Vedo molto difficile invece il reinserimento della Juventus. Due giocatori che mi piacciono? Maxim Lopez del Sassuolo e Beto dell’Udinese"