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Così lontani, così vicini. Francesco Totti da Roma e Alessandro Del Piero da Conegliano Veneto: diversi per carattere e stile, quasi che i due luoghi d'origine abbiano dato ai due campioni un'impronta indelebile, così diversa l'una dall'altra. Ma vicini, inesorabilmente vicini, nel rapporto viscerale con le squadre di cui hanno fatto la fortuna (e che hanno fatto anche la loro, di fortuna): la Roma e la Juventus. E così vicini nell'ultima fase della parabola con i rispettivi club.

Compagni di Nazionale, Totti e Del Piero, e amici fuori dal campo. Un rispetto speciale, che negli anni è andato anche oltre l'eterna rivalità Juve-Roma. "Sono vicino a Francesco, so per esperienza che è una situazione difficile e va vissuta dall’interno per poterla capire davvero", ha detto in questi giorni Alex di Francesco. Un 'so cosa provi' che deriva direttamente dall'esperienza vissuta dal numero 10 della Juventus nell'ultima stagione trascorsa nella Torino bianconera. Un ambiente più ovattato, con angoli e umori più smussati rispetto a quello giallorosso, e non è il caso di approfondire e ricordare in questa sede le differenze fra società e ambiente Juve e società e ambiente Roma. 

Ma del tutto simile è stata la sensazione vissuta da Del Piero nella sua ultima stagione alla Juve. Dopo il famoso video del febbraio 2011, quando Pinturicchio si disse disposto a firmare in bianco il suo rinnovo, 'costringendo' di fatto Agnelli alla firma, si arrivò all'ottobre dello stesso anno, quando il presidente della Juventus, di fronte agli azionisti, pronunciò la frase che congedò il capitano: "Del Piero è il nostro capitano, rappresenta il legame tra il vecchio e il nuovo stadio. Gli dedicherei un applauso perché ha fortemente voluto rimanere ancora qui con noi, per quello che sarà il suo ultimo anno in bianconero". Seguirono mesi difficili per Alex, spesso e volentieri in panchina nella prima Juve vincente di Conte (in totale, 28 presenze e 5 reti), ma, secondo il suo stile, senza mai polemizzare. 

Quell'anno, contro la Lazio, Del Piero realizzò (su punizione) una delle reti più determinanti per lo scudetto della rinascita bianconera, così come Totti ieri, con una doppietta da leggenda in tre minuti, entrando dalla panchina, ha di fatto regalato alla Roma la qualificazione ai play off di Champions League, in attesa di giocarsi con il Napoli la possibilità di lottare anche per il secondo posto. Totti alla serata di ieri ci è arrivato al culmine della polemica con Spalletti, Del Piero mise la sua firma in un ambiente più tranquillo, in perfetto stile sabaudo, dove l'antagonismo con Conte, se mai ci fu, fu dissimulato e sottotraccia. Del Piero e Totti, Totti e Del Piero, i numeri 10 più grandi dell'era dopo Baggio. Così lontani, così vicini