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Da New York il patron viola Diego della Valle attacca duramente Oliviero Beha, che in un articolo apparso su 'Il Fatto Quotidiano' aveva criticato le recenti scelte gestionali dei proprietari della Fiorentina.
L'imprenditore marchigiano non ha intenzione di querelare Beha, bensi' vorrebbe affrontarlo in un dibattito pubblico aperto a tutti i tifosi viola

Ecco il testo della lettera pubblicata dal sito ufficiale della Fiorentina

Signor Oliviero Beha,

Sono a New York e mi è appena arrivata la rassegna stampa con il vergognoso articolo che Lei mi ha dedicato. Di solito, a cose così infamanti, si procede con una querela, ma io La voglio sfidare ad un dibattito pubblico a Firenze.
La sfido ad un dibattito pubblico perché è troppo facile per persone che come Lei si nascondono dietro la professione giornalistica, cercare di “sporcare la faccia” al prossimo uscendone sempre immuni e sorridenti.
Io Le dimostrerò che Lei ha detto solo stupidaggini, che non si è documentato su nulla e che tutto ciò che dice deriva da un forte odio che Lei nutre nei confronti della Società Viola e dei suoi proprietari; odio che deriva dal fatto che non Le è stato permesso di diventare il “suggeritore” tecnico della Società come qualche volta ha tentato di fare in passato. Utilizzare il proprio giornale per fare un’operazione scientifica di “killeraggio” sul prossimo come Lei ha fatto non Le fa fare una degna figura.
Al mio rientro in Italia La contatto e se Lei è un uomo di onore e di coraggio non dovrà mancare a questo dibattito tra me e Lei davanti ai Fiorentini, che avranno voglia di conoscere la verità.
Lei e chi come Lei (siete tre o quattro) utilizza l’arroganza del proprio ruolo per tentare di destabilizzare la Fiorentina, se ne assumerà la responsabilità pubblica davanti a tutti.
E si vergogni di dire che Lei è un tifoso Viola; i tifosi Viola amano la loro squadra soprattutto nei momenti difficili e non tentano di affondarla come Lei e qualche altro state tentando di fare.
A prestissimo e abbia il coraggio di rispondere di persona alle sue azioni.

Diego Della Valle