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Il legale Giacomo Frazzitta: “Se non ci forniscono il gruppo sanguigno della ragazza non vado in trasmissione” 

Si tinge sempre più di giallo il caso riguardante Denise Pipitone: questa volta a tenere banco sono i rapporti sempre più incrinati tra la famiglia della bambina scomparsa e la tv russa, rea secondo il legale di “strumentalizzare troppo la vicenda”. 

La gestione del caso di Olesya Rostova non sta proprio piacendo all’avvocato Giacomo Frazzitta: “Se non ci forniscono il gruppo sanguigno della ragazza e l’eventuale test del Dna – ha spiegato all’Ansa - non parteciperemo ad alcun collegamento televisivo. Non vogliamo sottostare a nessun ricatto né contribuire all’audience di alcuna trasmissione. Questa vicenda non è un reality show e noi non siamo disposti a strumentalizzazioni”.   
Mai nessun responso fu così atteso, poiché quest’oggi, intorno alle ore 19 italiane, probabilmente la verità verrà a galla. Nel corso della trasmissione televisiva ‘Lasciali perdere’, in onda sul Primo Canale della televisione russa, si apprenderà l’esito dell’esame sul gruppo sanguigno svolto da Olesya Rostova. 
L’emittente ha raccontato la storia di questa ragazza, che ha la stessa età di Denise Pipitone, bambina scomparsa dalle strade di Mazara del Vallo il primo Settembre 2004. In più presenta una dirompente somiglianza con la mamma della piccola, Piera Maggio. La ventenne è in cerca dei suoi veri genitori, dopo esser stata rapita all’età di quattro anni e successivamente affidata ad un orfanotrofio. La sua storia, grazie ad alcune segnalazioni arrivate dalla Russia, è piombata in Italia.  Dopo tanta attesa, il cuore di mamma Piera Maggio è tornato ad ardere con una certa consistenza, nella speranza di un ricongiungimento con la figlia svanita nel nulla ormai 17 anni fa. 
Il faccia a faccia con Olesya 

Il legale della famiglia Pipitone, Giacomo Frazzitta, sarà collegato con la televisione russa dal suo studio a Marsala. Il legale cercherà un contatto diretto con la giovane Olesya, per chiederle se ricorda i momenti antecedenti all’ingresso in orfanotrofio, e quindi, se le persone che l’hanno tenuta segregata fossero dei rom. “Abbiamo accettato la loro proposta di un faccia a faccia in tv – spiega l’avvocato – con l’obiettivo di fornire alla Procura tutta la documentazione necessaria per fare chiarezza su questa vicenda. In mancanza di ciò chiederemo l’intervento della magistratura, oltre ad eliminare qualsiasi rapporto con l’emittente in questione. Non voglio che diventi, nella peggiore delle ipotesi, una mera strategia per fare ascolti senza aver alcuna carta in mano sulla veridicità del collegamento tra la nostra Denise e Olesya”. 

Tra somiglianze, avvistamenti ed illazioni, tra poche ore questo rebus avrà fine, con l’auspicio che non si sia trattato solo di un tormentone mediatico nonché di una falsa speranza per mamma Piera.