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desso le cose si fanno serie per Paul Pogba. A 20 anni, compiuti proprio oggi, il francesino della Juventus entra nel mondo dei grandi, salendo di grado, su un piedistallo che cambia la prospettiva sul calcio e anche la carriera. E magari, semplicemente, la vita. Glielo ricorda pure Didier Deschamps che da c.t. ed ex capitano della Francia campione di tutto lo ha chiamato per le due partite per le qualificazione al Mondiale 2014 contro Georgia e soprattutto Spagna. Partite cruciali non solo per i Bleus, ma anche per il diretto interessato: «Il futuro di Pogba comincia ora e parte alla pari degli altri per un posto da titolare».

Vip Un futuro da top player quindi, se il centrocampista saprà sfruttare l’occasione d’oro offertagli. La vetrina è di quelle da settore Vip. In ballo ci sono punti che possono far evitare spareggi e ripescaggi. Sfide non da tutti. Ma Deschamps non ha dubbi sul centrocampista che era già stato inserito nella pre-lista per l’amichevole di febbraio contro la Germania, senza però riuscire a farsi spazio per via di un ruolo marcatamente da panchinaro a Torino. Nelle ultime settimane però Pogba è diventato un vice di lusso. Poi, la Francia aveva pure perso (1-2) per colpa di un errore di Capoue, suo diretto concorrente. Puntualmente bocciato.

Maturità Per Pogba così è arrivata la promozione: «Lo seguo da tempo — spiega Deschamps —. È sicuramente un giocatore di prospettiva e il suo futuro comincia oggi. Voglio vedere come si comporta in allenamento e nella vita di gruppo». Insomma, un esame di maturità, manon da vivere da comparsa. Anzi, Deschamps lo mette al centro del discorso: «Pogba è qui perché ho fiducia in lui e nelle sue qualità. Anche se non può essere considerato un titolare della Juventus, non l’ho chiamato per fargli fare il turista, ma perché lo ritengo pronto. Anche se è giovane e non ha mai giocato a questi livelli con la Francia, si gioca un posto da titolare alla pari degli altri».

Raro Ovviamente non ci sono garanzie, ma Deschamps loda la polivalenza del bianconero: «Può giocare in un centrocampo a due come ha fatto già con le nostre giovanili. Conte lo usa in tutte le posizioni, in un centrocampo a tre, basso. Magari non ha le doti da regista di Pirlo, ma fisico e potenza per proiettarsi più facilmente in avanti. E ha anche un bel tiro che sa usare molto bene. E per un allenatore è sempre interessante avere un giocatore efficace offensivamente. Oggi non tutti hanno il suo profilo». Insomma, la rarità tecnica di Pogba può fare la differenza anche per la Francia. Ma senza che la cosa monti la testa al ragazzo: «Sapevo del compleanno, ma è solo una coincidenza. Non faccio regali a nessuno. Come per Varane del Real Madrid, Pogba può anche fare il titolare a 19 anni, ma per ora il suo contatore con noi è a quota zero. Certo bisogna in qualche modo sbloccarlo e magari lo farà in quest’occasione. L’importante però è che si ricordi che c’è un prima e un dopo il debutto in nazionale». E il dopo dipende tutto da Pogba.