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Colpo di fulmine. Sei mesi d'amore intenso, così Gerard Deulofeu da anni racconta la sua esperienza al Milan ai migliori amici. Un rapporto straordinario con tutto l'ambiente, la città, il club, un coinvolgimento totale per Deulo che si è sentito legatissimo al Diavolo dal primo giorno pur essendo finita subito la sua esperienza in rossonero. Feeling speciale che lo spagnolo non manca mai di sottolineare tanto da aver riacceso una fiammella anche nel mercato appena terminato.

PENSIERI DI RITORNO - Tornare a vestire la maglia del Milan per Geri è una dolce ossessione: ci pensa spesso e da tempo, spingeva col suo precedente procuratore e lo fa con quello attuale, già da novembre scorso aveva comunicato al papà di voler fare un tentativo per il ritorno a Milano. A chiudere le porte è stato direttamente Gino Pozzo, il totem di casa Watford che ha detto no a qualsiasi proposta di prestito con diritto di riscatto anche oltre i 30 milioni: gli Hornets hanno investito pesantemente su Deulofeu, oggi è una stella della squadra e lo venderebbero soltanto a titolo definitivo per guadagnarci come fatto con Richarlison, non di certo in prestito. Un discorso comprensibile che anche un professionista esemplare come Deulofeu rispetta, al punto da non aver tentato in alcun modo la rottura con la sua attuale società; pur con una punta di amarezza.

MESSAGGI E VELENO - Anche quando il discorso per gennaio è naufragato, Deulofeu e il suo entourage ci hanno tenuto a far sapere al Milan di mantenere una totale apertura a un rientro in rossonero per il futuro prossimo: nuovi messaggi anche diretti a Leonardo, volontà di lanciare un segnale chiaro sull'idea di poter riavvicinarsi al Milan magari già dalla prossima estate quando ci sarà più tempo per trattare e maggiori risorse da investire, specialmente in caso di Champions raggiunta. Leo ha apprezzato, senza dimenticare che Deulofeu ha il dente avvelenato verso la precedente dirigenza che lo aveva scaricato senza voler minimamente discutere della sua permanenza al Milan nell'estate 2017: si è scelto di non puntare sullo spagnolo, una decisione che Deulo non ha mai digerito perché avrebbe spinto per rimanere in rossonero nonostante il Barça volesse tenerlo. E invece 'quel' Milan gli ha chiuso le porte. Oggi è un'altra dirigenza, un'altra storia, un altro feeling. Con Deulofeu e la sua dolce ossessione rossonera, più presente che mai.