“Alea iacta est”, come dicevano i latini: il dado è quasi tratto. L’Italia vince contro il Belgio ma il contemporaneo risultato di Spagna-Polonia ci condanna a una probabile, bruciante e troppo prematura eliminazione dall’Europeo di casa, un torneo nel quale a detta di tutti partivamo da assoluta favorita, grazie a una delle Under 21 più forti di sempre, davanti ai nostri tifosi, in un girone certamente complicato ma non impossibile. Dinnanzi a una Spagna non certo irresistibile, nonostante l'ultimo risultato, e una Polonia ottima nel giocare all’italiana, ma che proprio contro gli iberici ha dimostrato il suo vero valore: bisognerà aspettare domenica o lunedì per l'ufficialità, ma se la Danimarca vincerà di tre gol, così come se Francia e Romania pareggeranno o vincerà la Francia con meno di 3 gol di scarto torneremo a casa (anzi, ci saremo già!) dopo solo tre partite.

DA KEAN E ZANIOLO: ‘FENOMENI’ ACERBI - Troppo tardi per piangere. Quando contava invece, l’Italia vista contro la Polonia non è stata in grado di cambiare spartito alla gara, nonostante i “fenomeni” del futuro sottratti alla Nazionale maggiore di Roberto Mancini, ancora troppo acerbi e senza grande personalità per quanto concerne il presente: Mancini, Barella, Pellegrini, Zaniolo, Chiesa e Kean ci hanno provato, chi più chi meno, vittime probabilmente anche di un lasso di tempo troppo esiguo per prepararsi assieme ai compagni, per fare realmente squadra, e di aspettative troppo alte che hanno finito per schiacciarli. Soprattutto i due più giovani hanno dimostrato immaturità e mancanza di rispetto, hanno tradito il gruppo, presentandosi in ritardo alla riunione tecnica pre-partita ed innervosendo ancor di più un ambiente già poco tranquillo, oltre a privare, nel caso dello juventino, di un'importante soluzione tattica e tecnica il già confuso allenatore, costretto a sperimentare diversi moduli nella partita più importante del biennio.

LO ‘SCIAGURATO’ DI BIAGIO - Eppure le avvisaglie c’erano state tutte: un percorso di avvicinamento all’Europeo tutt’altro che idilliaco, risultati e gioco non assolutamente all’altezza nelle amichevoli di preparazione, il tutto condito da un allenatore che sulla panchina degli Azzurrini ha già deluso due volte, senza voler tirare fuori la sfortunata esperienza da calciatore del 1998. Quel che fa più male, è che sarebbe bastata un po’ di furbizia in più: la stessa che con tutta probabilità utilizzeranno Francia e Romania, le quali  con un pareggio dopodomani andrebbero a braccetto in semifinale, con buona pace dell’Italia. L’arguzia che doveva portarci a giocare contro la Polonia cum grano salis, avendo la possibilità di centrare due risultati su tre, dopo la vittoria contro la Spagna, per il passaggio in semifinale e la qualificazione alle Olimpiadi: invece no, peccatori di ubris come antichi eroi greci, tracotanti, spavaldi e fin troppo consci della nostra forza, abbiamo preferito attaccare a testa bassa, sbattendo contro un muro che si è rivelato fatale, per la più classica delle leggi del contrappasso. 

TOCCA A NICOLATO? - Lo stesso muro al quale siamo appesi nell’agrodoce serata di Reggio Emilia: servirà un miracolo per salvare l'Europeo e la panchina di Di Biagio, ancora più in bilico dei suoi giocatori nella competizione. Si parla già del possibile successore, che potrebbe essere Paolo Nicolato, il tecnico che con pazienza ed esperienza ha portato l'Under 20 alla semifinale del Mondiale. Ma di questo si parlerà da martedì: ora bisogna solo aspettare e sperare, con la seria possbilità che possa essere tutto vano.  

@AleDigio89