Calciomercato.com

  • Di Carlo: 'La crisi del Lech è atletica, ma la rosa è competitiva'

    Di Carlo: 'La crisi del Lech è atletica, ma la rosa è competitiva'

    • Francesco Benvenuti
    La Fiorentina tra poco meno di 24 ore scenderà in campo contro il Lech Poznan. In grado di vincere lo scorso campionato polacco l'ultima stagione, i prossimi avversari europei della squadra di Paulo Sousa sono un po' a sorpresa ultimi, dopo 12 giornate, in campionato. Per capire la situazione della nuova squadra di Urban (che ha diretto pochi giorni fa la sua prima partita sulla nuova panchina) abbiamo contattato Gianluca Di Carlo, agente internazionale e grande conoscitore del calcio 'made in Poland'. 

    Di Carlo, il calcio polacco - e sopratutto il movimento che c'è alle spalle della Nazionale - è ancora poco conosciuto, ma appare un movimento in ascesa.  
    Il movimento polacco va identificato come un calcio in crescita, grazie agli sviluppi della Nazionale e ad alcuni talenti che andando a giocare all'estero, hanno fatto migliorare la situazione. Inoltre non vanno dimenticati gli allenatori stranieri arrivati in Polonia e sopratutto i giocatori stranieri, che prima non potevano rientrare nei budget delle società mentre adesso il trend è decisamente cambiato. 

    Il Lech in pochi mesi è passato da un campionato di vertice ad una prima parte di stagione davvero negativa: da cosa è dipeso un crollo di risultati di questa entità?
    Il problema è stata la preparazione atletica, che per larga parte della scorsa stagione fu gestita diversamente. La stessa situazione si creò al Wisla Cracovia anni fa, che passò dal vincere tutte le partite ad avere molte difficoltà. La  squadra quest'estate, a mio avviso, si era persino rafforzata ma si è resa protagonista di partite incredibilmente negative sotto il profilo fisico ed atletico. Con un nuovo allenatore e un nuovo preparatore sono sicuro riusciranno a rialzarsi, anche perché quello non è il posto che merita una rosa di quel tipo.

    A Firenze c'è un po' di apprensione per il potenziale arrivo di alcuni ultras che si sono resi protagonisti, negli ultimi mesi, di vicende di violenza e razzismo. E' un fenomeno diffuso in Polonia?
    La situazione è più complessa di come viene descritta solitamente: in Polonia le forze dell'ordine sono chiaramente contro gli hooligans, al punto che l'anno scorso ci sono state circa 15 partite a porte chiuse in campionato, senza considerare quelle che ha scontato il Legia in Europa. Questo perché i supporters vogliono la loro identità e usano le loro richieste per atti che non c'entrano nulla con il calcio. Le leggi in Polonia sono molto dure: quando 20 anni fa in Wisla Cracovia - Parma un tifoso lanciò un coltello che ferì Dino Baggio, gli altri spettatori consegnarono l'autore del gesto alle autorità, che gli hanno poi fatto scontare una pena di sette anni di carcere. Ci sono anche alcuni aspetti piacevoli all'interno del modo in cui il calcio viene vissuto: i giocatori di casa, subito dopo il triplice fischio finale di ogni partita, vanno all'altezza di una bandierina, iniziano a stringere le mani ai tifosi nelle prime file fino al calcio d'angolo opposto, indipendentemente dal risultato. In Polonia, inoltre, ci sono le aziende private di sicurezza, pagate dal club, e le forze dell'ordine intervengono nello stadio solo per gravi motivi di ordine pubblico, e anche in questo il modello italiano è molto differente.

    Torniamo a vicende di campo: Blaszczykowski è arrivato a Firenze un po' sotto traccia e si è invece rivelato un acquisto assolutamente utile. 
    Blaszczykowski per l'allenatore della Nazionale è uno dei più importanti elementi a disposizione, un uomo spogliatoio con grande carisca ed è un grande talento. E' un giocatore completo, con grande esperienza e qualità. Non può essere considerato un acquisto minore per la Fiorentina.

    Che tipo di avversario si troverà di fronte la squadra di Paulo Sousa?
    Bisogna capire quale saranno le novità adottate dal nuovo allenatore, poiché ha fatto solo una partita. Il Lech ha a disposizione, comunque, delle buone individiaulità: Kownacki, classe '97, al terzo anno in prima squadra, che ha avuto anche una chiamata in Nazionale A, un giocatore di grande qualità con un corpo da uomo e il viso di un bambino; Kaminski, difensore centrale che un anno e mezzo fa era ad un passo dal giocare nel Palermo; Hamalainen, finlandese, che segna diversi gol ed è il motore della squadra. I problemi sono stati atletici e quindi sarà interessante capire e vedere la prestazione della squadra: è comunque una vetrina internazionale, e per la loro mentalità i giocatori polacchi giocano in maniera più aggressiva di come avviene in campionato, anche se il Lech è in una fase di ripartenza dopo un periodo negativo.  Il vero top player della squadra è comunque Karol Linetty, che non potrà giocare per squalifica, ma è un Nazionale, pur essendo nato nel 1995, e tra l'altro ha giocato un ottimo match contro l'Irlanda.

    Altre Notizie