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Giovanni Carnevali, ad del Sassuolo, parla del futuro di Eusebio Di Franccesco, allenatore neroverde che piace al Milan, e di Domenico Berardi, il cui futuro dovrebbe essere alla Juventus.
 "I grandi club su Di Francesco? Anche nella passata stagione Di Francesco era appetito da diverse squadre e poi alla fine è rimasto con noi. Il fatto che lo seguano grandi squadra è una cosa che ci lusinga, perché vuol dire che abbiamo scelto bene e che è un ottimo mister - spiega Carnevali ai microfoni di sportmediaset.it - E’ normale che se arriverà una chiamata importante per il mister ci si potrà dedicare un pensiero. Futuro juventino per Berardi? Con la Juve abbiamo ottimi rapporti ma alla fine ognuno deve guardare i propri interessi. Berardi è completamente del Sassuolo, c’è un’opzione con la Juventus ma queste cose le risolveremo più avanti. Non stiamo facendo nessuna asta, valuteremo in base alle offerte. C’è una cifra stabilita di 25 milioni ma non c’è niente di deciso, anche la Juve potrà pareggiare un’offerta maggiore nel caso arrivasse: sono comunque tutte valutazioni che faremo fra qualche mese. La fede interista di Berardi potrebbe far scegliere il nerazzurro al giocatore? Da ragazzo aveva questa simpatia per l’Inter ma credo che quando cominci a fare il professionista queste preferenze si lasciano da parte. Per lui sarà importante fare una scelta dal punto di vista tecnico, dovrà scegliere una squadra in cui potrà crescere e giocare con continuità. Il Sassuolo esempio di società sana che produce risultati? Quello che noi possiamo fare come società è un lavoro in perfetta sintonia con l’allenatore. Lui sa come lavoriamo e come vogliamo lavorare in futuro, il nostro progetto è a lungo termine e se tutti lavoreremo nella stessa direzione potremmo toglierci delle grandi soddisfazioni. Abbiamo una grande proprietà con una forza economica importante, nonostante il Sassuolo sia una delle ultime squadre per quanto riguarda le entrate dai diritti televisivi. Siamo ultimi alla pari di Carpi e Frosinone. Credo che la forbice degli introiti nel calcio italiano sia troppo elevata tra grandi club e piccole squadre e fare calcio ad alti livelli è sempre più complicato. Noi in classifica siamo la prima squadra dopo le sei grandi e questo è un grandissimo risultato sportivo. Sfida proibitiva contro la Juventus? Andremo a Torino consapevoli che stiamo attraversando un buon momento. Abbiamo fuori giocatori importanti, non siamo al completo ma questo non è mai stato un problema e il mister non si è mai aggrappato alle assenze: siamo convinti di poter fare una buona gara".