Un uomo sempre più solo al comando e non si sa nemmeno fino a quando. Eusebio Di Francesco si gioca la panchina della Roma nel posticipo domenicale del prossimo turno di campionato contro il Genoa, ma il distacco dalla squadra e dalle alte sfere dirigenziali appare irrimediabile. Soltanto il direttore sportivo Monchi, il cui destino è in qualche modo legato alla permanenza o meno del tecnico abruzzese fino a giugno, tiene duro. Da Boston invece, casa Pallotta, gli umori sono completamente diversi è già da tempo; il patron statunitense avrebbe spinto per l'esonero già dopo il ko di Bologna e lunedì prossimo chiederà conto al suo direttore sportivo di quello che fino ad oggi non ha funzionato.

I SOSTITUTI NON CONVINCONO - Soltanto una vittoria contro gli uomini di Prandelli allontanerebbe lo spettro del cambio di allenatore, ma la debacle di Plzen ha confermato come probabilmente sia solo questione di tempo e, se una decisione forte non è ancora stata presa, lo si deve principalmente alla scarsa convinzione sui candidati per l'eventuale sostituzione. Paulo Sousa, Montella e Donadoni restano i nomi più caldi, poi c'è l'ex Paris Saint Germain Blanc che si è proposto attraverso il suo entourage, e le suggestive piste Lopetegui e Sampaoli (anche se quest'ultimo è a un passo dal Santos), suggerite da Monchi.  VIA ANCHE MONCHI? - Il quale a sua volta dovrà fornire risposte convincenti sul perchè così tanti acquisti della sua gestione non abbiano mai funzionato, vedi Schick, o fatichino ad ingranare (da Marcano a Pastore, passando per Nzonzi e Kluivert). A fine anno potrebbe così consumarsi la separazione tra le parti, visti anche i sempre più insistenti rumors su un ritorno a Siviglia e con Massara e De Sanctis che hanno il patentino da ds e rappresenterebbero le più classiche delle soluzioni interne.