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Primo test amichevole negli Usa e primo successo per la Juventus che a Las Vegas batte 2-0 il CD Guadalajara. Buone indicazioni per Allegri, che inizia la gara con i nuovi Gatti, Pogba e Di Maria e nel secondo tempo schiera Bremer insieme a molti ragazzi dell'Under 23. Panchina per 90' per Bonucci, McKennie e Vlahovic.

PROMOSSI

Di Maria: dopo il test con il Pinerolo di fatto è alla prima vera uscita con la Juve, nella quale mette in vetrina tutta la sua qualità. Parte da sinistra nel 4-3-3, ma in realtà gioca a tutto campo, anche alle spalle della punta. Dribbling, sgasate, assist, il Fideo diverte e si diverte, creando spesso la superiorità numerica e dimostrando di essere già in sintonia con i compagni, soprattutto con Pogba.

Pogba: è tornato alla Juventus dopo 6 anni, ma è come se non se ne fosse mai andato. Una prova di leadership, potenza fisica e velocità, di pensiero e di esecuzione. Lavora nello stretto con Di Maria, si appoggia alla punta, la cerca in verticale, dà una mano in difesa. Un match di qualità e quantità per un tempo, poi Allegri lo toglie. Il test è quello che è, ma la sua dipendenza è già visibile. 
Gatti: come con la Nazionale, in occasione del match di Nations League contro l’Inghilterra, l’emozione dell’esordio si fa sentire solo per qualche minuto. Prova ordinata, accanto a Danilo, ricamata dal colpo di testa sul palo che poi porta al vantaggio di Da Graca. Deve migliore in uscita palla al piede, ma in questa Juve ci può spostare.

Fagioli: gioca a destra nei tre di centrocampo, con Locatelli in regia. Lavora bene nel giropalla, accelera quando l’azione lo richiede. Sfiora il super gol con un tiro da oltre la metà campo. Segnali, per Allegri e per Arrivabene. Qualcuno in mezzo deve partire, Paredes può arrivare. Fagioli deve restare. 


RIMANDATI

Kean: entra con l’atteggiamento giusto, con la voglia di spaccare il mondo, da esterno d’attacco in un tridente con Da Graca e Di Maria, ma finisce per essere troppo fumoso. Qualche buona accelerata sulla corsia, poco lucido quando si trova a muoversi da 9. Arriva tardi sull’invito di Di Maria e non riesce a sfruttare una buona occasione in acrobazia. Per restare alla Juve deve sfruttare certe occasioni.