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'La Fiorentina vista a Lecce è davvero poca cosa. Sono da rivedere parecchie cose dopo i novanta minuti di via del Mare. Ripartirei da un discorso tecnico-tattico, di ruolo, di disposizioni in campo, e concluderei con le motivazioni. Mihajlovic ha cambiato il Catania in poco tempo, bisogna vedere se lo spogliatoio è pronto. D'Agostino non è un trequartista, anche se è partito da numero dieci in carriera. La grinta non c’entra, bisogna pensare prima ad accorgimenti tattici'. Gianni Di Marzio, ospite di Radio Toscana, è allarmato dal momento che sta attraverso la Fiorentina di Mihajlovic e ha commentato le affermazioni del tecnico, il quale dopo la sconfitta di Lecce ha dichiarato di essere pronto a prendere a calci nel sedere chi non rende secondo le sue volontà.

'Beppe Savoldi mi bussò un giorno alla porta dello spogliatoio e mi disse che non gradiva le mie parole a mezzo stampa - ha aggiunto l'ex tecnico napoletano -. Io gli risposi che dovevo rendere partecipe del mio lavoro la città ed i tifosi. Zanetti è un uomo che ha carattere e può migliorare se spronato da dichiarazioni pubbliche come quelle di Mihajlovic, ma c'è anche gente fragile, perché c'è chi ama le parole di fioretto e non di scimitarra. Non è normale neanche la scarsa reazione dei giocatori ai torti arbitrali, perché ti formi un alibi del vittimismo che poi porta a giustificazioni che sono difficili da eliminare. Un errore fatto da Mihajlovic fin dal suo arrivo a Firenze è di essersi fidato troppo del suo spogliatoio'.