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Un sabato con la B. Sempre piacevole, appassionante, sorprendente: amo questo campionato, mi diverto da matti a seguirlo, scoprendo personaggi e talenti, respirando le emozioni di città che vivono per la loro squadra. Un sabato a Padova, nella città che mi ha adottato. Qui ho conosciuto mia moglie Anna Maria, qui ancora vivono i miei genitori, così cerco di tornare almeno una volta ogni quindici giorni. Ieri, ne ho approfittato per Padova-Novara, ottomila spettatori e record di presenze nonostante il penultimo posto, biglietti a un euro e pubblico da serie A. Come alcuni giocatori in campo: Rocchi che ha segnato per una vita al piano di sopra, Rubino che ha appena eguagliato il record di Piola (86 gol con il Novara), Pasquato e Rigoni che hanno studiato all'ombra di Del Piero e ne sono stati -frettolosamente- etichettati all'epoca come possibili eredi. Ha deciso un rigore (inventato) trasformato da Iori, hanno vinto dopo tre mesi in casa i ragazzi di Michele Serena, ex esterno di Juve e Fiorentina, terzo allenatore stagionale del Padova. Non l'ha presa bene Calori, che sta raccogliendo meno di quanto seminato, ma nemmeno il Novara che ha ormai deciso di richiamare Aglietti, che pazza questa B. Pronta sempre e comunque a lanciare ragazzi nuovi.

Proprio nel Novara, mi è piaciuto Vicari, difensore centrale del 94, attento e sicuro, mai in affanno. E mi ha sorpreso la crescita di Crescenzi, mille polmoni a destra e una continuità impressionante di chilometri macinati. Infine, mi hanno parlato bene di una punta, Manconi, ieri rimasto in panchina nonostante avesse fatto il titolare in quella prima col Brescia. Nel Padova, invece, cresce bene Benedetti, figlio d'arte, elegante in campo ed educato fuori (mi ha dato del lei quando m'ha salutato!) e fa esami per la laurea Almici a destra, per lui si è mosso anche Marino dell'Atalanta per osservarlo meglio. Poi, tornato a casa, ho acceso Sky e visto segnare Giannetti e Bernardeschi, due dei "saranno famosi", mentre Caracciolo continua a far gol da paura. E io spero presto di tornare ancora qui, dove si coltivano sogni e crescono campioni futuri. Basti pensare agli ultimi, Immobile e Berardi, Verratti e Perin, El Shaarawy e Sau. Benvenuti in serie B, laboratorio di talenti. 
Gianluca Di Marzio (giornalista Sky Sport)