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La creatività come miglior amica. Se sei artista, puoi stai sicuro, lei ci sarà sempre, non ti abbandonerà mai.  Men che meno quando sei a casa, da solo, isolato, fisicamente, da tutto il resto del mondo. Inizia così la nostra chiacchierata con Enigma, rapper sardo, novello telecronista, istituzione dei campi dilettantistici di Olbia e dintorni. Perché per certi versi il coronavirus ti cambia la vita, per altri no: "​In effetti sotto questo punto di vista la mia vita, per lo meno, è simile. Ho lo studio in casa e quindi, bene o male, scrivo, lavoro, produco strumentali, la produzione artistica non si è fermata e non è cambiato molto". Ma qualcosa manca... "Lo sport. Lo Sport è cambiato. E io lo amo". E quando manca qualcosa che si ama, non è mai facile: "Non riesco a giocare con la squadra, non vado in palestra, non faccio le mie cose. E io tutti i giorni facevo qualcosa". Parte così il Diario di una quarantena con Enigma. 

GLI HATERS - Musica, ovviamente, ma anche tanto calcio, tra sorrisi e spensieratezza. Perché ora come ora serve anche quello, farsi compagnia parlando di musica e sport. Anche se non mancano gli haters: "Quelli non mancano mai". E ha dovuto rispondere, ai suoi haters, per un freestyle sul coronavirus perché... non freestyle: "​Ho usato un effetto cattivo sulle storie di Instagram per creare un alter ego, incazzoso, per rispondere agli haters. Ho spiegato lo spirito di questi freestyle per il Covid-19. E tutto scritto, è vero:  in teoria, sulla carta, il freestyle è improvvisazione, in questo caso no, è scritto, ma scritto in maniera veloce e leggera, in maniera estemporanea, rispettando lo spirito del freestyle". Haters, notizie false, il web a volte svela il suo peggio: "Bisogna scegliersi bene le fonti. Anche perché ora c'è chi dice cose, poi si smentisce. Ma non si parla più di cazzate, ma di roba seria". E come dargli torto...
 


SOGNI NEL CASSETTO - Musica, abbiamo detto. E sport. Tanto sport, in tutte le sue forme. Scritto, raccontato, praticato. E da poco meno di un anno è iniziata la sua avventura come telecronista, in Serie C, per le partite casalinghe dell'Olbia: "E’ stata una cosa bellissima riuscire a entrare in questo mondo, è una cosa che amo da quando sono piccolo, veramente piccolo. “Vorrei fare il giornalista sportivo”, me lo dicevo sempre. La mia vera passione è stata quella di raccontare le partite e c’è una grande similitudine e somiglianza con il rap: in entrambi gli ambiti devi avere tempi, timbro giusto, cadenze, ritmo, lessico, sono cose simili. La telecronaca è freestyle. E’ affascinante. Sono grato all’Olbia: ho fatto le prime l’anno scorso, con una tensione incredibile, sono piaciuto a Eleven Sports e mi sono trovato a fare le partite dell’Olbia n casa. E spero di crescere in questo ambiente". Sì, perché anche un rapper affermato, a 31 anni, può avere sogni nascosti: diventare giornalista. 
STORYTELLER - "​Mi piacerebbe reinventarmi come giornalista. Mi sono innamorato, tantissimo e come molti altri, del Buffa post basket. L’ho iniziato a seguire dopo il lavoro con Flavio Tranquillo, questa dimensione da narratore è veramente figa, e ha aperto una strada, non solo in tv, ma anche su YouTube. E io volevo fare qualcosa, in occasione degli Europei, facendo dei racconti per la Nazionale. Alla fine gli Europei sono stati annullati e quindi ora aspettiamo, vediamo cosa succede". Storyteller, poeta in musica, cresciuto con la passione per la Juve, lui, Principino del rap, alla Marchisio: "​I fan mi riconoscono una vena poetica. Il principino del rap, come Marchisio? Mi piacciono i personaggi così, che hanno un certo stile, pacato, che ho mantenuto anche io, senza fare lo sborone di turno nella scena. Ho sempre cercato di essere più elegante". In campo come nella vita, diceva Nereo Rocco: "​Molti miei amici non sarebbero d’accordo. Perché ho anche un certo tempo di temperamento in campo, che ho celato nell’hip-hop. Mi piace giocare per vincere, anche la partitella sotto casa". 

AMAREZZA AZZURRA - Juventino sì, ma la Nazionale... "Tifo più l'Italia che la Juve". E si dovrà aspettare ancora un anno. E' vero, l'attesa aumenta il piacere, ma quando si tratta di calcio fa diventare impazienti: "​Il fatto di poter gioire, stando vicino ai miei amici che tifano un’altra squadra, è un valore aggiunto clamoroso. Sei sul divano, tutti dalla stessa parte, è una sensazione incredibile. Saltato il Mondiale del 2018, non vedevo l’ora. Rinviato di un anno… Non ce la faccio più. Avevamo pure una bella squadra...". Torneremo. Più forti di prima. Azzurri più che mai.

IL CALCIO DEI DILETTANTI - Raccontato, tifato, giocato. Eccolo l'Enigma della terza categoria sarda, amante del pallone e dei campi in polvere: "​Sto giocando in Terza, stiamo cercando disperatamente di salire in Seconda, con una buona squadra. L’anno scorso secondi a un punto, quest’anno eravamo secondi con una partita in meno, vincendo il recupero saremmo stati primi, ma ora è tutto fermo. E pare che possa essere finita qui". Restare fermi è necessario, per provare a tornare alla normalità. E chissà che in molti, in questi giorni di silenzio forzato, di pensieri assordanti, non riescano a migliorare. Trovando l'altro se stesso. Un tema caro a Enigma, che decide di salutarci così, in un momento in cui molti urlano per provare a essere personaggio: "​Penso che uno debba essere una persona di un certo tipo.  Non calciatore, non rapper, non personaggio. Devi essere persona, poi personaggio: e questo, solo questo, crea poi un individuo di spessore".