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Questa sera sono andate in scena le due facce opposte dell'Inter che evidenziano i diversi momenti che stanno vivendo: quella di Federico Dimarco, partito titolare nel match vinto dall'Italia contro l'Ungheria e autore del 2-0 che ha chiuso la partita. E poi quella di Alessandro Bastoni, subentrato nel secondo tempo al posto di Acerbi - a proposito di Inter - e protagonista in negativo dell'episodio che poteva riaprire la partita. Ovvero il contatto in area con Adam in cui oltre al rigore - non fischiato - il difensore nerazzurro ha rischiato anche l'eventuale rosso. Una serata quindi che poteva diventare infelice per Bastoni aggiungendosi a un inizio di stagione in generale con pochi alti e molti bassi.

MESSAGGI A INZAGHI - Quelli che sono arrivati a Inzaghi questa sera sono quindi messaggi diversi, per non dire opposti da Dimarco e Bastoni. Un confronto che va ben oltre al fatto che entrambi vestono la maglia interista. I due sono stati infatti fino ad ora in continuo ballottaggio. Una concorrenza che l'ex Atalanta non si aspettava e con cui invece dovrà convivere. Questa sera Mancini ha deciso di utilizzare Dimarco da esterno nel 3-5-2 ma è ormai chiaro che il tecnico dell'Inter lo vede più come terzo di difesa. Bastoni era arrivato alla pausa delle nazionali nel peggior modo possibile dopo il cambio di Udine al 30esimo minuto e non sembra poter tornare a Milano con tanta fiducia in più. In due partite con gli azzurri solo 45 minuti in campo. Tutt'altra storia per Dimarco, che si sta prendendo la nazionale nella sua nuova versione tattica e proverà a imporsi sempre di più anche con l'Inter.