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Ha prolungato il contratto in diretta, nella notte di Copacabana. "Voglio rinnovare...", firmato Norberto Murara Neto. Su un foglio di carta che magari recapiteremo a Cognigni e Pradè. "Datemi carta e penna, lo faccio subito", ecco il messaggio d'amore -sincero- per la sua Fiorentina da parte di un ragazzo d'oro. E di un portiere che ha saputo conquistarsi Firenze con i fatti. In Coppa Italia, nella serata della finale, ha giocato con un dito fratturato ("Adesso sto meglio, riesco a muoverlo bene") e capito quanto adesso i tifosi lo rispettino. Entrando in campo, ha sentito il suo nome cantato a squarciagola, tutta un'altra musica rispetto ai fischi di inizio stagione. Molti volevano Julio Cesar, ogni sua incertezza veniva enfatizzata, un altro portiere sarebbe crollato per la pressione. Lui invece no, zitto zitto ha continuato a lavorare per migliorare, senza polemizzare mai con stampa o tifosi, andando dritto grazie alla fiducia di Montella e del suo fidato agente, Stefano Castagna. Faccia pulita, l'aria da bravo ragazzo, altro che fenomeno montato come tanti. Ho conosciuto Neto a Rio e ne sono rimasto colpito. Mai una parola fuori posto, sguardo sveglio ma educato, la consapevolezza di essere nel momento più importante della sua carriera. Il futuro nella Seleçao può essere suo (e di Rafael del Napoli), serve una stagione senza macchie e senza paura. In tanti adesso stresserebbero il procuratore per sapere se sono arrivate richieste di mercato. Lui invece non vede l'ora di firmare il rinnovo, anche se ballano circa centomila euro a stagione. Ma quel foglio siglato un po' per gioco rappresenta il suo atto di fiducia per Firenze, una città che ha imparato ad amarlo. La sua parata più bella. Firmata Neto, ma se l'incontrate per strada chiamatelo Norberto: vi sorriderà

Gianluca Di Marzio (giornalista Sky Sport)

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