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I reportages in arrìvo quotidianamente da Buenos Aires, realizzati dagli inviati dei grandi giornali, stanno offrendo al pubblico una storia che potrebbe tranquillamente essere stata inventata e scritta dal genio allucinato di Egdar Allan Poe. La vicenda che descrive gli ultimi giorni di Diego Armando Maradona è perlomeno straziante sotto l’aspetto umano.

L’immagine, reale e realistica, del campione argentino praticamente rinchiuso in una villetta prefabbricata del quartiere “Tigre” addirittura sprovvista di un bagno, salvo un servizio igienico biologico di quelli che vengono montati nei pressi degli stadi, è desolante. Così come mette e brividi il racconto, accertato, di una solitudine abissale e di un silenzio assordante che avvolgeva quel luogo degli orrori nel quale sopravviveva Diego in compagnia dei suoi fantasmi. Giorni e ore, dopo l’intervento al cervello, trascorsi in assoluta solitudine tra estasi e deliri. Il segnale di queste difficoltà era palpabile proprio nelle richieste che Diego faceva a chi comunicava con lui attraverso il telefonino o il computer. Dal desiderio irrefrenabile di una pizza alla napoletana alla pretesa di possedere subito un aereo privato sul quale girare il mondo.
L’ultima novità, di oggi, è che Diego Armando Maradona si è spento nel sonno. Il modo migliore per staccarsi da questa esistenza terrena aggrappati alla coda del sogno che si sta facendo prima che il cuore smetta di battere e il respiro si tramuti in un rantolo finale. La prova, non provata ma certamente plausibile per credenti e non, dell’esistenza di un Dio compassionevole e misericordioso il quale interviene in soccorso di un suo “figlio” per interrompere lo strazio e concedergli finalmente il diritto alla pace.

Ecco, quel Dio ha consentito a Maradona di non dover assistere allo scempio che avrebbero fatto di lui tutti coloro i quali, mogli e compagne e figli e finti amici sanguisughe, ora si stanno organizzando per l’assalto finale all’eredità del campione. Soprattutto a Diego è stata risparmiata l’ultima umiliazione, abbastanza preventivabile viste le iene che aveva intorno, di un’interdizione legale per motivi di salute mentale con conseguente prigionia in una casa di cura dove, tra chi si crede Napoleone e chi Giulio Cesare, lui avrebbe detto semplicemente la verità e cioè quella di essere Diego Armando Maradona.