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"Potrà sembrarti un'esagerazione ma pure quel rigore a me ha insegnato un po' la vita". Canta così Diodato ne "L'uomo dietro il campione", il brano in rotazione da venerdì, main song della colonna sonora del film su Roberto Baggio, "Il Divin Codino", in uscita su Netflix il prossimo 26 maggio. E in effetti anche quel rigore sbagliato nella finale del Mondiale contro il Brasile nel 1994, insieme a tutte le gesta del Raffaello del calcio italiano, rappresenta un poetico insegnamento da parte di un campione che, con coraggio e determinazione, ha sempre saputo rialzarsi dopo ogni caduta. 

Ispiranti momenti iconici che sono visivamente rappresentati nel film e nel video di Diodato (che vede anche la presenza di Baggio per un cameo), a partire dagli esordi con Vicenza e Fiorentina fino alla standing ovation di San Siro in occasione della sua ultima partita, quel Milan-Brescia di cui ricorre proprio oggi il 17esimo anniversario, che ha chiuso la carriera di Baggio lasciando spalancata la porta del mito, fuori e dentro il campo. 

Da quel giorno, per chi ama il calcio, senza le emozioni che il Divin Codino sapeva disegnare con i piedi, "non è più domenica", per citare il Cesare Cremonini di Marmellata #25, uno dei tanti artisti che ha deciso di raccontare Roberto Baggio in musica. L'ultima in ordine di tempo è la canzone "Scrivele Scemo" dei Pinguini Tattini Nucleari: "Ci vuole coraggio nel '94 a essere Baggio". 

Tra tutte, la dedica più poetica rimane sicuramente quella di Lucio Dalla, che nel brano "Baggio Baggio" contenuto in "Luna Matana" esprime alla perfezione quello stato d'animo sul quale il Divin Codino ha saputo disegnato i suoi capolavori: "Sei mai stato sulla cresta di un'onda, l'equilibrio in bilico e la schiuma che ti circonda".