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Non è stato certamente un grande inizio al Milan quello di Ante Rebic, arrivato negli ultimi giorni del mercato estivo nell'ambito dell'operazione che ha coinvolto pure André Silva. L'attaccante croato non ha trovato praticamente mai spazio durante la gestione di Marco Giampaolo, collezionando la miseria di 64 minuti e sollevando diverse perplessità. Dei dirigenti rossoneri che hanno puntato su di lui e anche del presidente del consiglio di sorveglianza dell'Eintracht Francoforte, il suo precedente club: "Se devo essere sincero, non ho parole. Voleva assolutamente andarsene perché non voleva passare come l'unico dei tre attaccanti legato a noi. Adesso sta in panchina, ha giocato d'azzardo ma sta perdendo. E non sarà semplice per lui".

Parole piene di risentimento per una conclusione del rapporto chiusosi evidentemente non nel migliore dei modi. Lo stesso tecnico dell'Eintracht Huttler aveva manifestato la sua perplessità per l'operazione di mercato last minute delle scorse settimane: "Non ho mai vissuto una simile esperienza, quella di una trattativa chiusa allo stadio mentre era in corso una partita. Rebic nel frattempo attende la sua occasione per dimostrare al nuovo allenatore Stefano Pioli e al Milan di poter essere una risorsa preziosa nella risalita dei rossoneri verso le zone alte della classifica.