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I numeri non tornano. Sky si ritrova a fare i conti con una perdita sensibile di spettatori. Il Corriere della Sera oggi in edicola racconta la situazione: se nell’undicesimo turno di A gli spettatori delle sette partite furono complessivamente 6 milioni, nello scorso week-end sono stati 3 milioni e mezzo. E ancora: nell’era del pre Covid (dalla 18ª alla 24ª giornata ad esempio) su Sky l’ascolto medio cumulato di un turno di campionato fu 6 milioni e mezzo di telespettatori, scivolati a 4 milioni negli ultimi quindici giorni (ovvero dalla 27ª alla 30ª giornata). L’emorragia di due milioni e mezzo di spettatori è preoccupante.

Intanto il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso della Confindustria del pallone con l’ingiunzione a Sky di pagare 102.794.888 euro dopo che non aveva versato l’ultima rata dei diritti tv della stagione 2019-20. Il decreto non ha immediata esecutività. Sky ora ha 40 giorni di tempo per presentare opposizione e successivamente potranno trascorrerne altri 90 prima che venga fissata un’udienza. In questo nuovo contesto cadono i presupposti legali per spegnere il segnale alla tv dopo il 12 luglio.
Poiché i tempi per completare l’iter giudiziario si prevedono lunghi (fra fine anno e inizio 2021), la tv di Rogoredo si augura che riprendano i colloqui per trovare un accordo con i club, così da ottenere uno sconto sul prossimo anno. Da via Rosellini non arrivano però segnali di apertura. Anzi il presidente Paolo Dal Pino è impegnato a valutare le offerte dei fondi. Qualora la Lega si trasformasse in una media company, l’ipotesi canale auto-prodotto tornerebbe d’attualità.