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  • Disastro Milan: rosso per 91 milioni

    Disastro Milan: rosso per 91 milioni

    Numeri impietosi quelli riportati oggi da Il Sole 24 Ore e che condannano il Milan di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani ad un mese e mezzo dalla conclusione della stagione. Ma non stiamo parlando del disastroso campionato degli uomini di Filippo Inzaghi, noni in classifica, da tempo fuori dalla lotta per gli obiettivi più prestigiosi ed eliminati anche dalla Coppa Italia. Ci riferiamo alle cifre del bilancio per l'anno solare 2014 che saranno ratificati nel cda del prossimo 28 aprile: perdite per 91,28 milioni di euro, il peggior esercizio di sempre sotto la gestione dell'ex premier italiano. A 94,2 si attesta il passivo per quanto riguarda il patrimonio netto consolidato, mentre i debiti complessivi della società ammontano a 246,8 milioni, 10 in meno rispetto all'anno precedente.

    CRESCENDO ROSSINIANO - Nel 2013, le perdite arrivavano a quota 15,7 milioni, l'anno prima, grazie anche alle plusvalenze messe a referto dopo le partenze di Ibrahimovic e Thiago Silva e all'addio di tanti senatori con contratti molto pesanti, si era sfiorato il pareggio di bilancio, con perdite che si fermavano a 6,86 milioni. Peggio di quest'anno solo nel 2010, quando il rosso recitava 69,75 milioni; secondo il calcolo de Il Sole 24 Ore, negli ultimi 10 anni, dal 2005 al 2014, il Milan ha accumulato debiti per 361 milioni di euro e solo nel 2006 il bilancio fu approvato in leggero attivo (2,48 milioni).

    NEANCHE BALOTELLI... - I conti rossoneri evidenziano come abbia inciso in maniera fondamentale l'assenza dalle coppe europee nella stagione in corso, in particolare come siano venuti a mancare gli introiti (anche di natura televisiva e a livello di sponsorizzazioni) dalla Champions League. Il Milan, rispetto al precedente bilancio, ha guadagnato 30,5 milioni di euro in meno, escluse le plusvalenze dalla cessione di giocatori. A tal proposito, i guadagni dalle venditi dei propri tesserati sono scesi da 23,28 a 5,77 milioni; l'addio di Balotelli ha prodotto una plusvalenza di soli 4,33 milioni, poco meglio è andata con la vendita al Benfica del giovane Cristante, che ha generato un surplus di 4,84 milioni. Kevin Constant, accasatosi al Trabzonspor per 2,5 milioni, ha prodotto una minusvalenza di 3,32 e anche la rescissione del contratto del brasiliano Kakà ha comportato un onere di 333.000 euro per la svalutazione dei diritti. A questo, vada aggiunto un aumento del costo del personale di 3,4 milioni (per un totale di 154,7), con un monte stipendi passato da 138,4 a 140,8, pari al 62% dei ricavi. Pesano anche 52 milioni di ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali e 60,4 milioni per acquisto di beni e servizi, tra cui 8,76 milioni per lo stadio di San Siro. Tra le nuove spese ci sono 2,32 milioni per la locazione della sede Casa Milan, di proprietà di Vittoria Assicurazioni.

    CESSIONE OBBLIGATORIA - Per concludere: il gruppo Milan ha debiti complessivi per 334,5 milioni di euro, quasi il triplo dei crediti, che si attestano a 114,8. Lo specchio di una gestione che negli ultimi anni è fallimentare e sotto gli occhi di tutti. Ecco perchè da un anno e mezzo a questa parte l'ad della parte commerciale Barbara Berlusconi chiede la rimozione dal suo incarico di ad della parte sportiva di Adriano Galliani e il padre Silvio Berlusconi abbia improvvisamente accelerato la trattativa per la cessione delle quote di maggioranza del club. La cordata thailandese capeggiata da mr Bee e il gruppo imprenditoriale cinese, attualmente in vantaggio (come riportato in esclusiva da calciomercato.com), sono in attesa di novità nelle prossime settimane. Il Milan è sul mercato, non c'è più tempo da perdere.

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