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Per un giorno hanno “allenato” il Napoli insieme. Reja era in campo con la squadra a Castelvolturno, Donadoni firmava il contratto con la società azzurra a Roma. Domani si sfideranno a Cagliari, saranno uno contro l’altro. Edy Reja e Roberto Donadoni sono stati protagonisti di una storia curiosa e intrecciata. Accadde il 10 marzo 2009, ormai sono passati due anni. Il futuro di Edy si decise due giorni dopo la sconfitta interna contro la Lazio, era un martedì. Le voci dell’esonero si rincorrevano, ma non venivano ufficializzate. Reja scese in campo regolarmente, allenò i suoi uomini come se nulla fosse, il che fece pensare alla conferma. Non era così, Edy era al corrente di tutto, non disse niente a nessuno, parlò solo con la squadra, sapeva di guidare l’ultima seduta degli azzurri e che Donadoni aveva già preso il suo posto. Si comportò da gran signore. 

L’INCONTRO - L’ufficialità del licenziamento arrivò la sera, la staffetta avvenne il mercoledì. Dopo la conferenza stampa di presentazione Donadoni andò a pranzo con Reja. Rimasero a parlare per un paio di ore, il vertice servì al nuovo allenatore per iniziare la sua avventura. Edy fece strada a Donadoni, spese belle parole per lui: «E’ la scelta migliore che il Napoli avesse potuto fare. Gli auguro però di avere anche un po’ di fortuna, quella che non ho avuto io negli ultimi due mesi» . Ora le loro strade tornano ad incrociarsi, questa è la vita, questo è il calcio. Domani al Sant’Elia siederanno su due panchine opposte e il giudice sarà il campo. Cagliari- Lazio è anche il duello tra due mister diversi di origini, carriera e prospettive. Edy ha 65 anni, Roberto ne ha 48, vivono anche una classifica diversa e la partita può essere un bivio. 

IL SUCCESSO - Reja è un ex, a Cagliari ha vissuto una bellissima esperienza. E’ stato il grande artefice dell’ultima promozione in A, la sua squadra completò il torneo a ottanta punti ( 52 furono ottenuti sotto la gestione del goriziano). 

Edy vinse la serie B con Zola, Suazo, Esposito, era il 2003-04. Subentrò, centrò il traguardo e lasciò, gli è capitato spesso in carriera. Partecipò alla grande festa celebrativa, apparve con i colori rossoblù sul volto. Ma in serie A non ha mai allenato il Cagliari, prima del ritiro ruppe col presidente. Al Sant’Elia è tornato l’anno scorso con la Lazio e si è portato a casa una vittoria fondamentale per la salvezza (0-2, gol di Rocchi e Floccari). E’ stata la sua prima vittoria da “nemico”, col Napoli non aveva mai sbancato lo stadio che l’ha visto protagonista. Reja e il Cagliari, è stato sempre destino. Per due volte ci doveva arrivare da giocatore e per altre due da allenatore. Il matrimonio si è consumato al quinto tentativo (appunto nel 2003-04) dopo un rinvio lungo quasi 40 anni. Ma la vera storia di Reja e il Cagliari iniziò molto prima. Anni '60, Edy era un giocatore di proprietà della Spal, lo volevano i rossoblù. Piaceva molto all'allenatore Scopigno e al presidente Arrica. La trattativa saltò. Mazza, storico presidente della società ferrarese, chiese 150 milioni di lire per venderlo: il Cagliari era disposto a sborsarne 130 più il cartellino di Moro (valutato 10 milioni). Reja si trasferì al Palermo, fu un peccato perché i sardi avrebbero vinto lo scudetto nella stessa stagione.