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"Donnarumma è un Modigliani, vale 170 milioni". Cinque anni e mezzo fa Mino Raiola si è preso del ciarlatano, con il senno di poi difficile dargli torto. Donnarumma è diventato effettivamente un'opera d'arte del calcio, come poche al mondo, come poche nella storia. Contro il Belgio ha tenuto prima in vita gli Azzurri, con due parate da supereroe su De Bruyne e Lukaku, poi ha tirato giù la saracinesca, respingendo ogni tipo di assalto. Una prova da leader, anche dal punto di vista comunicativo, un match granitico, di grande sicurezza, anche nelle uscite alte, da sempre uno dei suoi punti deboli. Un match da numero uno, da valore aggiunto, da più forte del mondo, quello che si chiede a chi fino al 30 giugno guadagnava 6 milioni di euro all'anno, che dalla prossima stagione, ne prenderà 12.
NUMERO UNO - A 22 anni Donnarumma è diventato grande, è diventato un uomo. Ha fatto il salto di qualità soprattutto nella gestione delle pressioni, dentro e fuori dal campo. Nel 2017, in occasione dell'Europeo under 21 in Polonia, uscì distrutto dal lancio di dollari finti da parte dei tifosi del Milan, che lo accusavano di pensare solo ai soldi nella trattativa per il rinnovo del contratto, ieri, durante il riscaldamento, si è fatto una risata quando un tifoso gli ha offerto 20 euro. Una maturazione che è stata evidente in queste settimane, quando, con l'Europeo in corso, si è formalizzato il passaggio a parametro zero dal Milan, il club dove è cresciuto e che l'ha valorizzato, al ricco Paris Saint-Germain. Donnarumma ha pensato solo al campo, non si è fatto condizionare dalle critiche e dagli attacchi, rispondendo alla grande quando chiamato in causa. Dodici milioni sono tanti, mai abbastanza per un'opera d'arte.