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Quella che si è appena conclusa è stata una delle stagioni più drammatiche per la storia della Bundesliga: due vittime a dir poco illustri, dopo alcune stagioni mediocri, hanno subito un tracollo clamoroso. Ieri pomeriggio, la sconfitta per 4-2 in casa contro il Borussia Moenchengladbach ha certificato la retrocessione del Werder Brema in Zweite Bundesliga, 41 anni dopo l’ultima volta. I biancoverdi seguiranno lo Schalke 04, altro club storico che non retrocedeva da 30 anni, e ritroveranno i grandi rivali dell’Amburgo.

NOBILI DECADUTE - Fondato nel 1899 a Brema, nel nord-ovest della Germania, il Werder è uno dei club storicamente più importanti della Bundesliga. In patria ha vinto 4 campionati, l’ultimo nel 2004, 6 Coppe di Germania, una Coppa di Lega e 3 Supercoppe di Germania, in Europa una Coppa delle Coppe e una Coppa Intertoto. Vanta il record di maggior numero di stagioni complessive in Bundesliga, 57, che verrà raggiunto l’anno prossimo dal Bayern Monaco. Prima di ieri era retrocesso solo una volta, nel 1980. In Zweite Bundesliga ritroverà tanti club storici del calcio tedesco, come lo Schalke04 (7 campionati), retrocesso quest’anno dopo 30 anni in Bundesliga, il Norimberga (9 titoli), gli acerrimi rivali dell’Amburgo (6 Meisterschale), il Greuther Furth (3 Bundes), che si sta però giocando la promozione con l’Holstein Kiel (1), l’Hannover96 (2), il Fortuna Dusseldorf, l’Eintracht Braunschweig e il Karlsruhe (uno a testa). Insieme, escludendo il Kiel che dovrebbe salire, fanno 34 campionati di Germania, 3 in più del Bayern Monaco.

STAGIONI DA DIMENTICARE - Da ormai un decennio il Werder Brema si è chiamato fuori da quel ristretto gruppo di squadre che cercano ogni anno, quasi sempre senza successo, di dare qualche preoccupazione al Bayern Monaco. C’era ancora Thomas Schaaf sulla panchina del Weserstadion quando i biancoverdi hanno iniziato ad inanellare una serie di stagioni tranquille a metà classifica che è durata fino al 2019. La scorsa annata è stata inaspettatamente disastrosa: sedicesimo posto e salvezza ottenuta con più di qualche apprensione nello spareggio contro l’Heidenheim. Si pensava però che fosse stato un caso e che il Werder sarebbe ritornato nella sua comfort-zone. Nel girone d’andata di questa stagione sembrava dovesse andare proprio così. La squadra di Kohfeldt galleggiava poco sotto alla metà della classifica fino alla vittoria per 4-1 contro l’Hertha alla prima di ritorno, il 23 gennaio. Poi non hanno più vinto e sono sprofondati fino al penultimo posto.
L’INUTILE RITORNO DI SCHAAF - La mossa della disperazione è stata quella del 16 maggio, quando, a una giornata dal termine del campionato, la società ha esonerato Kohfeldt per richiamare Schaaf, una leggenda del club, dove è rimasto, fra giovanili e prima squadra, prima da giocatore e poi da allenatore, dal 1972 al 2013. È uno dei sei ad aver vinto il campionato tedesco sia sul campo che in panchina e, sotto la sua guida, fra il 1999 e il 2013, sono cresciuti giocatori come Pizarro, Frings, Klose, Diego e Ozil. Non sedeva però su una panchina dal 2016, quando fu esonerato dall’Hannover. Il tentativo si è infatti rivelato tanto romantico quanto inutile: 4-2 in casa contro un Gladbach in piena lotta per l’Europa e penultimo posto, scavalcati dal Colonia vittorioso contro lo Schalke.

DUE OCCASIONI INTERESSANTI - La retrocessione obbligherà il Werder Brema anche a privarsi dei suoi giocatori più importanti, che diventano delle occasioni di mercato da non perdere per le squadre tedesche e non. Il ventunenne statunitense Josh Sargent è, con 5 gol, il secondo miglior marcatore della squadra, dopo Fulkkrug. Il suo contratto scade nel 2022 e, secondo ESPN, il club lo lascerà partire per 9 milioni di euro. Probabilmente resterà in Germania: lo vogliono infatti Eintracht, Gladbach, Stoccarda e Bayer Leverkusen. Un altro giocatore interessante è Maximilian Eggestein, centrocampista centrale di ottima tecnica e gran dinamismo, efficace anche in fase offensiva (2 gol e 5 assist in campionato). Anche se è cresciuto nel vivaio del Werder, difficilmente seguirà la sua squadra nelle serie inferiori.

IL PEZZO GROSSO - Milot Rashica, esterno sinistro coetaneo di Eggestein, era stato una delle grandi sorprese della scorsa stagione e in estate era stato richiesto da Napoli, Milan e Lipsia. A ottobre, però, era stato il Bayer Leverkusen ad assicurarselo, ma il trasferimento era saltato nelle ultime ore di mercato. Quest’anno ha giocato su livelli leggermente inferiori, ma c’è una clausola sul suo contratto che lo rende un’occasione molto interessante: con la retrocessione, si può liberare per 16 milioni di euro. L’Aston Villa ha già bussato alla porta del Werder, ma chissà che, visto il prezzo, non tornino su di lui anche i club italiani.