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In meno di due settimane Lazio e Juventus si incontreranno due volte: la prima per l’assegnazione della Supercoppa, all’Olimpico di Roma; la seconda, in casa dei bianconeri, per verificare se la squadra di Petkovic può essere una candidata allo scudetto. Vuoi o non vuoi, è questo il ritornello del calcio d’agosto. Certo, sono due partite diverse: nella prima non ci saranno prove d’appello - spiega Bruno Tucci sulle pagine del Corriere della Sera nell'edizione romana -; nella seconda il sondaggio è importante,ma può essere modificato durante il lungo arco del campionato. Chi è favorito? La Juventus mostra sul petto il secondo scudetto consecutivo e quindi i bookmakers hanno un occhio di riguardo verso la Vecchia Signora. Però, nel precampionato, le sorprese sono tante e imprevedibili. Né possiamo chiedere aiuto ai risultati delle prime uscite, perché sia la Lazio che la Juventus non hanno brillato, lasciando i tifosi con l’amaro in bocca. Nel match del 18 agosto, che assegnerà la Supercoppa, i biancazzurri hanno dalla loro il pubblico dell’Olimpico, che ha grande entusiasmo e ripone nella squadra un’enorme fiducia. La campagna acquisti è stata ancora una volta assai soddisfacente e ci si attendono dai nuovi acquisti performances eccezionali. Dei due più acclamati, Biglia e Anderson, forse sarà assente il secondo, ancora a corto di preparazione, e non vedremo lo squalificato Mauri, il capitano, a meno che il ricorso alla Disciplinare non abbia tempi brevissimi e sia completamente favorevole alla Lazio.

Comunque sia, saranno due partite da non perdere. Un antipasto e un primo piatto che i tifosi non vedono l’ora di gustare. Indipendentemente dai fattori che abbiamo elencato, sarà fondamentale, a mio avviso, la preparazione atletica dei ventidue che scenderanno in campo. Chi avrà assorbito meglio le fatiche dei ritiri e delle tournée? E quanti dei protagonisti saranno al top della forma? Sarà questo il problema principale di Conte e Petkovic, al di là delle tattiche e dei moduli. Il 4-4-2 o il 4-3-3 non contano molto, se sul terreno di gioco c’è gente stremata che non ha più nelle gambe la forza di correre.