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Pietro Anastasi ha legato la parte più bella della sua carriera alla Juventus (dal 1968 al 1976), squadra con la quale ha vinto tre scudetti (1972, 1973 e 1975), per poi trasferirsi all'Inter per due stagioni (dal 1976 al 1978, con una Coppa Italia all'attivo). In vista del derby d'Italia di domenica sera, l'ex bomber bianconerazzurro parla ai microfoni di Calciomercato.com.

Juve-Inter di domenica sera può essere uno spartiacque importante per la stagione delle due squadre, per i nerazzurri in chiave scudetto, per i bianconeri in ottica Champions League. Come vede questa sfida alla luce del momento attuale delle due squadre?
"Per la Juve è la sfida della verità. Se la supera bene, con un vittoria o anche con un pareggio, può uscirne con il morale giusto per poter lottare per il 3° o per il 4° posto. L'Inter invece arriva a questa gara in un momento migliore rispetto a quello della Juve. A parte Milito, rispetto alla prima parte della stagione ormai ha recuperato molti giocatori, in particolare Maicon. A inizio stagione consideravo l'Inter favorita per lo scudetto, ora lo credo ancora. Credo che Inter e Milan finiranno questo campionato al primo e al secondo posto, non so in che ordine. Le altre, con Napoli e Roma in testa, si contenderanno il terzo e il questo posto".

Nell'attacco della Juventus a gennaio sono stati inseriti Toni e Matri, che, con Quagliarella infortunato, si sono andati ad aggiungere a Iaquinta e Del Piero. Come caratteristiche tecniche, si rivede in qualcuno di questi giocatori?
"L'unico nel quale mi rivedo un po' è Quagliarella. Come me è un giocatore di movimento, una seconda punta veloce. Per quanto riguarda gli altri, sono soddisfatto dell'inserimento di Matri, che si è adattato subito e ha le caratteristiche giuste per essere un calciatore da grande squadra".

Per la prossima stagione, la coppia Matri-Quagliarella può funzionare, o alla Juventus servirebbe un altro rinforzo importante in attacco?
"Matri e Quagliarella sono due ottimi giocatori, ma per fare un salto di qualità e tornare veramente grande, la Juventus avrebbe bisogno di un top-player di livello internazionale, un giocatore del calibro di un Torres e di un Ibrahimovic, per rendere l'idea del tipo di giocatore".

Concludiamo ricordando una sfida fra Juve e Inter con lei in campo: ce n'è una che le è rimasta nella memoria più di altre?
"Sì, il mio primo Inter-Juventus a San Siro, con la maglia della Juventus. Vincemmo 2-1 e io segnai una doppietta, mentre il gol dell'Inter lo mise a segno Burgnich, che era il giocatore che mi marcava. A fine gara il mio allenatore, Heriberto Herrera, invece di farmi i complimenti per la doppietta mi rimproverò perché il mio avversario diretto aveva fatto gol".