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Domenica si gioca Sampdoria-Fiorentina, sfida delicata fra una Samp che non vince in casa dal 29 agosto, prima giornata di campionato contro la Lazio, e una Fiorentina affamata di punti per uscire dalla crisi. Ai microfoni di calciomercato.com, Enrico Chiesa, grande doppio ex del match fra blucerchiati e viola (alla Samp dal 1988 al 1990, nel 1992-93 e nel 1995-96, a Firenze dal 1999 al 2002) ricorda i periodi trascorsi con i due club e parla del match in programma a Marassi per la 7a giornata di Serie A.

Quale è stato il compagno più forte col quale ha giocato, sia con la Samp che con la Fiorentina?
"Con la Sampdoria ho avuto come compagno Roberto Mancini, nel 1995-96. A Firenze invece ho avuto diversi compagni d'attacco forti, come Batistuta e Nuno Gomes".

Mancini è stato il suo partner d'attacco ideale?
"Con Mancini facevo più io la punta e lui il trequartista, invece con Batistuta giocavo senconda punta e lui era il finalizzatore. Ma è con Nuno Gomes che mi sono trovato molto bene, ho fatto 22 gol quell'anno: era una punta ma apriva molto gli spazi. Io giocavo davanti e lui svariava su tutto il fronte d'attacco".

Un ricordo di un Sampdoria-Fiorentina con lei in campo?
"Mah, in realtà ho pochi ricordi. La cosa sicura è che non ho mai fatto gol in questa partita, sia da una parte che dall'altra".

A Firenze ha trascorso tre anni, con una Coppa Italia vinta, poi la retrocessione e il fallimento della società.
"Di Firenze ho dei ricordi molto belli, sono stato benissimo, tanto che ci abito ancora. Il problema è stato l'infortunio del 2001, quando le cose andavano alla grande e facevo sempre gol. Lì è cambiata un po' la mia carriera e anche la squadra ne ha rinsentito. Siamo retrocessi, poi c'è stato il fallimento e tutto quello che è seguito".

Venendo al presente, come si possono inquadrare il momento attuale delle due squadre e la partita di domenica?
"E' una partita difficile soprattutto per la Fiorentina, perché gioca in trasferta e viene da un momento un po' particolare, culminato con la sconfitta in casa con il Palermo. Le due settimane di stop hanno consentito a Mihajlovic di lavorare bene e recuperare alcuni giocatori, Gilardino in primis. La Samp è una squadra più compatta, magari non fa tanti gol, ma ne subisce pochi. E' una sfida delicata, fra due squadre che devono ancora trovare la loro identità".

Un pronostico?
"Per non togliere niente a nessuno, un pareggio, ma con gol".

Se potesse tornare in campo adesso in una delle due squadre, preferirebbe giocare insieme a Cassano o insieme a Gilardino?
"A Gilardino farei fare abbastanza gol, come ho fatto con diversi giocatori, come Crespo. Gilardino sarebbe contento perché gli farei fare gol. Con Cassano potrei giocare più avanti e fare io più gol".