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(Il primo articolo della serie è stato pubblicato qui)

Covid o non Covid, l'Empoli è una manna per gli agenti
. A un anno di distanza si conferma per distacco la società di Serie B che paga più commissioni. E non è nemmeno tutto, perché se si guarda alle cifre della Serie A si scopre che ben 11 società spendono meno rispetto al club presieduto da Fabrizio Corsi. È quanto emerge dalle tabelle pubblicate nei giorni scorsi dalla Figc. E in attesa di conoscere i nomi dei beneficiati (nella lista delle transazioni relative al 2019 l'Empoli occupava una pagina intera e debordava nelle due confinanti), non si può far altro che registrare l'impressionante dato: nonostante la crisi economico-finanziaria da pandemia, la società toscana ha speso in commissioni ben 5.507.833,34 euro nel periodo compreso fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2020. Una cifra che sommata ai 6.028.166,66 euro dell'anno solare 2019 fa un totale di 11,536 milioni di euro in due anni.

E certo una cifra così elevata può essere determinata da tante ragioni. Una fra queste ci venne illustrata un anno fa, nel corso di una civilissima telefonata, da un dirigente dell'Empoli in risposta all'articolo in cui segnalavamo i clamorosi dati del 2019. Il rappresentante della società azzurra spiegò che costi così elevati di intermediazione fossero dovuti alle ricche cessioni con annesse plusvalenze. Spiegazione parzialmente plausibile, che non esaurisce l'enormità del dato né basta a spiegarne la ripetizione a un anno di distanza. Piuttosto bisogna capire se grossa parte dei 5,5 milioni pagati nel 2020 sia pertinenza del mercato di gennaio (cioè prima che la pandemia colpisse) o se piuttosto la spesa sia rilevante anche con riferimento al mercato estivo.
Rimangono comunque due dati inoppugnabili.
Il primo: l'Empoli spende in commissioni più del doppio della seconda classificata in questa particolare graduatoria (il Monza, che tra C e B ha condotto campagne trasferimenti impegnative, si attesta a quota 2.264.386,94 euro) e più del triplo della terza classificata (la Spal, fresca retrocessa dalla Serie A che denuncia commissioni per 1.599.007,90 euro).

Il secondo: con questa cifra l'Empoli si piazzerebbe al 10° posto della graduatoria di spese per commissioni in Serie A, lasciandosi alle spalle Benevento, Cagliari, Crotone, Genoa, Hellas Verona, Parma, Sampdoria, Spezia, Torino, Udinese. La società di Corsi stacca pure il Bologna per pochi spiccioli (5.489.340,52 euro) e si piazza appena alle spalle della Lazio (5.529.679,43 euro).

Un campionato economicamente insostenibile – L'unico dato timidamente virtuoso che su questo fronte viene dato dalla società toscana è che essa segue la tendenza della Serie B alla diminuzione delle spese in intermediazioni rispetto all'anno solare 2019. Ma si tratta di una diminuzione che non avviene nella misura che l'emergenza richiederebbe. Fra le 13 società che hanno partecipato a entrambi i tornei di B disputati fra il 2019 e il 2020, infatti, ben 6 fanno segnare un aumento di spesa fra i due anni solari. Si tratta di Cittadella (incremento modesto, da 53.253,60 euro a 89.816,40 euro), Cremonese (che invece balza da 772.792,40  euro a 1.067.745,00 euro), Pescara (lievissimo incremento, da 1.159.270,46  euro a 1.168.749,70 euro), Pordenone (da 150.759,57 a 205.831,72 euro), Venezia (il balzo più deciso in avanti, da 648.848,34 euro a 1.139.357,58 euro) e Virtus Entella (da 343.099,00 euro a 418.035,00 euro). Un dato che aiuta a capire come mai, nonostante la crisi da Covid, la spesa totale per commissioni da intermediazione sia diminuita in misura nettamente insufficiente: dai 19.425.314,46 euro del 2019 (tabella che si riferisce a 19 società su 20, poiché mancano i dati relativi alla Juve Stabia) ai 18.693.312,99 euro del 2020. La contrazione è di nemmeno 1 milione di euro. L'ennesimo dato che spiega come mai la Serie B sia fra i campionati economicamente più insostenibili d'Europa.
(2. continua)
@pippoevai