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Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è intervenuto in conferenza stampa per parlare di piano vaccini e Recovery Plan: "La prima cosa da capire è l'importanza di seguire le linee guide espresse dal ministro Speranza e dal Cts. La raccomandazione è usare il vaccino AstraZeneca per coloro che hanno più di 60 anni di età. Bisognerebbe dire 'smettetela di vaccinare i ragazzi', pensando a chi è più a rischio. Con che coscienza un giovane è capace di saltare la lista per vaccinarsi, sapendo che lascia esposto al rischio una persona di oltre 75 anni? Sto parlando del rischio concreto di morte.

Non ho dubbi sul fatto che gli obiettivi sui vaccini vengano raggiunti. La cosa importante è concentrarsi sulle fasce di età più a rischio.

Con i vaccini a disposizione ad aprile, riusciremo a vaccinare tutte le persone da 80 anni in su e buona parte dei 75enni. Non ho dubbi che tutte le regioni possano conseguire l'obiettivo di vaccinare ad aprile tutti gli 80enni.

Il golden power va usato quando è necessario, sono d'accordo con il ministro Giorgetti. C'è stato un caso recente, sui semi conduttori, in cui è stato usato con buon senso con una società italiana.

Se arriviamo al quarto trimestre vaccinando le fasce più a rischio, non ci sarà nessun rischio di avere dosi di AstraZeneca in eccesso. Stiamo procedendo con una rivalutazione del piano vaccinale, ma non ci saranno grandi modifiche da qui a fine anno.

Credo sia normale chiedere le riaperture, è la miglior forma di sostegno per l'economia. Vorrei dire quanto sono consapevole della situazione di bisogno del popolo, spesso di disperazione. Uno deve condannare la violenza, ma capisco completamente il senso di disperazione e di smarrimento, di alienazione che si ha in questa situazione di limitata iterazione sociale. Se chiedete a me, vedo le prossime settimane di riapertura, a cominciare dalle scuole. L'obiettivo è quello di dare almeno un mese di stabilità a questi ragazzi. Poi le vaccinazioni: più si va avanti, più celermente si potrà riaprire. Serve il 100% delle categorie a rischio, un po' meno sugli altri. Le riaperture dovranno esserci, non ho una data. Ci stiamo pensando, dipende dall'andamento dei contagi. Mi è stato chiesto quali dati, questo è uno.

Il ministro Garavaglia indica il 2 giugno per le riaperture? Io spero anche prima. La stagione turistica non è abbandonata. Molte strutture turistiche sono già prenotate, ma sono prenotate da italiani. Ci mancano i turisti stranieri, dobbiamo procedere nell'accogliere turisti stranieri forniti di un certificato vaccinale, senza discriminare chi non ha fatto il vaccino.

Io voglio vedere nelle prossime settimane una riapertura in sicurezza, a partire dalle scuole. Abbiamo aperto le scuole per i più piccoli, adesso l'obiettivo è dare ai ragazzi un po' più grandi almeno un mese di scuola in presenza entro la fine dell'anno scolastico.

Sono molto ottimista sull'andamento del piano vaccinale, alla luce anche della collaborazione tra Regioni e Stato. Il 30 aprile è la data di scadenza prevista nell'ultimo decreto. Nel decreto è specificato che, in base all'andamento delle vaccinazioni e dei contagi, è possibile riconsiderare tutto prima del 30 aprile. Questi fattori, vaccini e contagi, influenzeranno le riaperture. C'è la volontà di tutto il Governo di vedere le prossime settimane come settimane di riaperture, non di chiusure

Siamo in piena trattativa tra i ministri e la Commissione: non possiamo accettare asimmetrie ingiustificate. Se ci sono ragioni per maltrattare Alitala le vedremo, ma non accetteremo discriminazioni arbitrarie. Ora il punto centrale è creare una società che si chiamerà Ita, che avrà una discontinuità con il passato. Mi spiace che non si chiamerà più Alitalia: come una famiglia un po' costosa ma una di famiglia. Ora serve partire immediatamente con la stagione estiva, con una società nuova forte che si regga sulle sue ali, senza sussidi. Speriamo un esito positivo con la Commissione

Sono molto incoraggiato dal clima di collaborazione con la Regioni. Non si possono addossare le responsabilità solo sullo Stato o solo sulle Regioni. Vaccinare le persone più a rischio non solo è dovere, ma è anche interesse delle Regioni, perché possono far ripartire l'economia più presto. Su questo principio deve basarsi la nostra collaborazione.

Le responsabilità dei vaccini sono di tanti. A partire da una campagna contrattuale un po' leggera, nei prossimi anni i contratti sui vaccini saranno fatti meglio, quando sarà necessario continuare a vaccinarsi per le varianti.

Il principio attivo viene anche dai Paesi che proibiscono le esportazioni: il requisito per bloccare le esportazioni è il mancato rispetto del contratto. Quindi è una cosa complicata. Con AstraZeneca è stato facile, con Pfizer no. Ma la Commissione ha introdotto nuove parole, parlando di reciprocità. Di fatto la Commissione non ha proibito alcuna esportazione. Ma ora i vaccini ci sono.

Dovremmo continuare vaccinarci anche negli anni a venire perché ci saranno delle varianti.

Le dosi di aprile sono sufficienti a vaccinare tutta la popolazione che ha più di ottant'anni e gran parte degli over 75.

La coscienza è di quelli che saltano la fila perché pensano: tanto, vabbé. E' un fatto che è pieno di responsabilità.
Ci sarà una direttiva del generale Figliuolo per inserire un parametro basato sulle vaccinazioni delle categorie a rischio per autorizzare le riaperture.

Non voglio dire che il personale sanitario in prima linea non debba essere vaccinato, voglio dire che è importante limitare i vaccini per il personale sanitario a chi è veramente in prima linea, serve responsabilità.

È previsto che il ministro Franco presenterà prima il Def dove viene definito lo scostamento, poi il Parlamento lo vota e poi presenteremo il decreto che conterrà sostegni e riaperture. Le dimensioni saranno probabilmente superiori di quello precedente.

Crollo fiducia in AstraZeneca? Si vede meno di quanto ci si poteva aspettare, noi continueremo a dare un messaggio rassicurante. Non è un messaggio che diamo a cuor leggero, ma con grande serietà e partecipazione. Io stesso mi sono vaccinato con AstraZeneca, mia moglie ha fatto lo stesso.

Le capacità produttive dello Sputnik sono limitate, si parla di dosi non interessanti per un Paese. Bisogna vedere se lo Sputnik si presta ad essere adattato alle varianti. Inoltre, la produzione dello Sputnik avviene per il 40% in Russia e per il 60% in vari siti internazionali. Quindi stiamo parlando di una situazione complessa, ma non proibita. Dal punto di vista legare si possono fare contratti per Sputnik. L'Italia comunque ha tutte le dosi che occorrono, se saranno rispettate le consegne, almeno da qui a fine anno.

La pandemia ha reso chiare le nostre debolezze infrastrutturali, non è un caso che il Pnrr sia orientato a colmarle, dalla parità di genere al lavoro femminile, alla scuola, all'istruzione

C'è un divario digitale tra l'Italia e gli altri Paesi. C'è un divario anche tra le varie regioni in Italia, con studenti che sono stati penalizzati in alcune zone per mancanza di infrastrutture. La digitalizzazione è tra le priorità di questo Governo, è trasversale attraverso tutti i progetti. Deve essere digitalizzato il sistema educativo, la pubblica amministrazione, il lavoro progettuale. Il lavoro su questo è già iniziato.

Risposta a Salvini? Il Ministro Speranza l'ho voluto io e ho molta stima di lui.

Regioni ed enti locali dovranno trovare un coordinamento, il Governo potrà solo aiutare.

Situazione Covid? Se necessario facciamo un altro decreto legge.

Per il Pnrr è prevista una struttura centrale che ha una funzione di coordinamento, riceve il denaro dalla commissione europea e lo dà agli enti attuatori a seconda dei lavori in corso. Gli enti danno poi riscontro dei pagamenti.

Recovery? Il 30 aprile consegniamo il piano.

La riapertura deve essere orientata a riassumere determinate qualifiche, come quelle della digitalizzazione. Quindi è previsto un forte programma di aggiornamento seguito da assunzioni.

Noi italiani abbiamo perso la credibilità nella capacità di investire: bisogna cambiare tutto per tornare ad essere credibili, superando ostacoli politici, contabili, giudiziari, e di tante altre aree dove bisogna chiedersi se le nostre norme sono adatte a procedere all'attuazione del nostro piano.

Caso Von der Leyen? Non condivido il comportamento di Erdogan, penso non sia stato appropriato. Mi dispiace moltissimo per l'umiliazione che la presidente Von der Leyen ha dovuto subire da Erdogan. Con questi, chiamiamoli per quello che sono, dittatori, di cui però si ha bisogno, per collaborare uno deve essere franco nell'esprimere la propria diversità di vedute e anche pronto a cooperare per assicurare gli interessi del proprio Paese, bisogna trovare l'equilibrio giusto.

Blocco licenziamenti? La posizione del governo è nota, prevedendo lo sblocco dei licenziamenti a giugno a seconda dei due tipi di ammortizzatori sociali e poi a ottobre".