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Non è la sconfitta con la Spal in sé a far preoccupare la Juve. Evitarla sarebbe stato meglio, certo. Ma poter pensare solo ed esclusivamente al ritorno con l'Ajax è stato un lusso conquistato sul campo grazie ad una marcia impressionante come quella imposta fin qui in campionato. Anche in un sabato pomeriggio apparentemente innocuo, però a fare rumore è ancora una volta il caso Dybala. Per quanto Max Allegri faccia il pompiere, parlando addirittura di una prestazione positiva dell'argentino: non è stato così. Paulo Dybala è infatti il vero sconfitto di questo sabato pomeriggio, sotto tutti i punti di vista.

LA RISERVA – Contro la Spal ha giocato solo chi proprio non poteva non giocare. Giovani, riserve e qualche titolare senza posto fisso. Esserci per uno come Dybala era praticamente una bocciatura. Così come essere costretto a giocarsela fino alla fine: “Ma Kean si vedeva che iniziava ad avere i muscoli duri, Paulo aveva bisogno di giocare”, spiega al termine sempre Allegri. In queste condizioni c'erano due modi di affrontare la Spal, uno giusto e uno sbagliato. Quello giusto avrebbe visto Dybala dare tutto per convincere il suo tecnico a dargli spazio contro l'Ajax, dimostrando di avere fame e motivazioni a sufficienza per sfruttare questa occasione. Quello sbagliato avrebbe visto Dybala giocare in maniera indolente, svogliata, senza alcuna cattiveria agonistica. E almeno all'esterno, il modo scelto da Dybala è sembrato esclusivamente il secondo. Come di solito gioca un elemento che si sente escluso, come di solito gioca chi ha capito di aver ormai perso posizioni per quelle che sono le partite che contano per davvero senza che ci sia più la possibilità di ribaltare le gerarchie. Sconfitto due volte, questo è il Dybala di Ferrara.