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Per almeno un'ora, anche settanta minuti, davvero era concreta la sensazione di aver visto la miglior Juve della stagione. Con una sola grande pecca: non aver chiuso la partita quando era il momento. Un po' per sfortuna, perché il palo colpito da Cristiano Ronaldo a fine primo tempo trema ancora all'Olimpico. Un po' per una serie di scelte sbagliate negli ultimi venti o trenta metri. Resta il fatto che quando Paulo Dybala ha preso il posto di CR7, lo 0-1 era risultato bugiardo e stava già strettissimo alla Juve. Che proprio per quello avrebbe dovuto vivere un finale di partita all'insegna della sofferenza magari, ma con l'obiettivo unico di portare a casa una vittoria pesantissima contro la Lazio. E Dybala avrebbe dovuto dare tutto nei venti minuti (recupero incluso) che Andrea Pirlo gli aveva concesso, magari riuscire pure a trovare lui la zampata del raddoppio, quantomeno fare in modo che la Juve potesse respirare nel momento di maggiore difficoltà nonostante una condizione precaria come confermato dalla mancata convocazione dell'Argentina (leggi qui). Facendo quello che sa fare: tenere palla, guadagnare campo, prendere anche qualche fallo. 
CHE ERRORE – Invece non gli è praticamente riuscito nulla. Già emblematica la situazione in cui, nell'uno contro uno con Sergej Milinkovic-Savic quasi a fondo campo, non è riuscito né a saltarlo né a conquistare una punizione, un fallo laterale, un corner. Il tempo nel frattempo stava scorrendo, ma con la Juve che si abbassava pericolosamente lasciandosi chiudere nella propria area di rigore dalla Lazio, sarebbe servito che Dybala la tirasse fuori prendendola per mano. O sarebbe quantomeno bastato che alla fine della partita, fosse riuscito a controllare il pallone da tre punti. Già, perché sarebbe stato sufficiente controllare l'appoggio di Weston McKennie, per poi partire a campo aperto. O anche solo spazzarlo dall'altra parte del terreno di gioco. Insomma, mancavano pochi secondi, era completamente libero, con un pallone magari sporco ma da gestire senza alcuna pressione. Invece è andato a sbattergli contro uno stinco, per poi rotolare fuori. Sfortuna? Forse. Leggerezza? Più probabilmente. Resta un errore pesante, che costa due punti, che non ci si può aspettare dal proprio numero dieci. Bastava poco, anzi pochissimo. Questa volta non è riuscito nemmeno a fare quello. Poi da domani si potrà tornare a parlare della condizione, del rinnovo e di tutto il resto. Ma oggi resta sostanzialmente un errore clamoroso, che ha dato il via a tutta una serie di imprecisioni a cascata dei suoi compagni di squadra. E che rovina la miglior prestazione di tutta la stagione della Juve di Pirlo.