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Dimostrazione di superiorità. L'Inter ha battuto la Juventus soltanto all'ultimo secondo dei tempi supplementari, ma dalla Supercoppa italiana arriva un messaggio forte e chiaro, che va al di là del risultato: oggi i nerazzurri sono una squadra nettamente più organizzata dei bianconeri. Lo dicevano già gli 11 punti di distacco in classifica, nonostante la partita giocata in meno. Lo ha confermato il campo, dove si è vista una differenza ancora più netta tra chi come Inzaghi vuole vincere giocando divertendosi e chi invece come Allegri pensa soprattutto a difendersi per non prenderle. 

Emblematici i dati statistici: l'Inter ha surclassato la Juve nel possesso palla (63%-37%), nei tiri totali (23-8), nelle occasioni da gol (18-6), nei passaggi riusciti (710-385) e nei palloni giocati in avanti riusciti (373-164). Non c'entra la condizione fisica, visto che i bianconeri hanno corso praticamente tanto quanto i nerazzurri sia come distanza percorsa (147.425-147.79 km), sia come velocità media (6.85-6.8 km/h). Tra l'altro Brozovic, Calhanoglu, Bastoni e Skriniar sono i calciatori che hanno corso di più e anche quelli che hanno giocato più palloni di tutti. 
In uno scenario del genere, dal punto di vista tecnico-tattico, Dybala è un pesce fuor d'acqua nella Juve di Allegri e invece sarebbe la ciliegina sulla torta nell'Inter di Inzaghi. L'attaccante argentino è in scadenza di contratto a giugno e non ha ancora firmato il rinnovo. Il club nerazzurro non può offrirgli i 10 milioni di euro netti all'anno che chiede. Il nuovo tetto per gli ingaggi è fissato sui 6-6,5 milioni di euro netti a stagione più bonus, la cifra con cui ha prolungato Lautaro e anche quella attesa per Brozovic. Se non pensasse al portafogli come ha fatto Insigne scegliendo Toronto, Dybala farebbe bene a prendere in considerazione l'ipotesi di rilanciare la propria carriera a Milano. Anche rinunciando a un bel po' di soldi.