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Tutto in 20 complicatissime e frenetiche ore per provare a cambiare un destino che sembra scritto e che nulla o quasi mostra all'orizzonte. Edin Dzeko, i suoi agenti e gli intermediari che stanno provando a portarlo via dalla Roma proveranno a trovare la soluzione giusta del caso più importante rimasto aperto in questa finestra di mercato. La rottura con l'allenatore Paulo Fonseca è tanto profonda quanto è oggi la distanza con l'Inter l'unica vera squadra che ha provato a fornire al bosniaco una sponda in questo caos. Un ultima giornata di mercato da dentro o fuori, dalla Roma, dalla lotta scudetto, da un contratto che oggi più che mai si sta rivelando un arma a doppio taglio più per sé stesso che per il club, che dall'immediato post eliminazione con lo Spezia ha scelto apertamente il proprio allenatore silurando il suo capitano.

COME UN GIRONE FA –
Esattamente un girone fa la Roma uscì con un pareggio, poi convertito in sconfitta a tavolino, a Verona. In quella partita Dzeko non giocò perché di fatto era a un passo dal cambiare squadra, virtualmente venduto alla Juventus nell'ambito dell'operazione poi saltata che avrebbe portato a Trigoria Milik dal Napoli. Non se ne fece nulla e il bosniaco venne reintegrato scendendo in campo, svogliato e in forma tutt'altro che ottima nella gara successiva che vedeva i giallorossi fronteggiare la Juventus. Oggi come allora la Roma si trova a dover risolvere il caso Dzeko alla vigilia della gara contro i bianconeri e se cessione non sarà, il copione potrebbe riproporsi anche se con toni decisamente differenti.

RAPPORTO ROTTO – Fonseca, infatti, non ha alcuna intenzione di riaccogliere Dzeko in gruppo e la conferma è arrivata anche nell'immediato post-partita di stasera in cui l'allenatore ha ribadito la presa di posizione netta: "Non ho preteso le sue scuse, per me i principi morali contano di più e la Roma sta dimostrando di non dipendere da lui (LEGGI QUI TUTTE LE DICHIARAZIONI)”. Dal canto suo il bosniaco non ha invece intenzione di fare marcia indietro, dato che la rottura con Fonseca ha radici ben lontane, fin dal termine della passata stagione e dall'eliminazione dall'Europa League contro il Siviglia in cui il bomber criticò aspramente il modo di allenare dell'allenatore portoghese.
3 MILIONI DI DISTANZA – Lo stallo fra i due c'è ed è evidente, ma il problema oggi per Dzeko è che uno stallo è ben radicato anche nella trattativa fra la Roma e l'Inter ed è evidentemente legato alle cifre iscritte nei due bilanci societari. Perché da un lato la società nerazzurra si è detta disposta ad accettare l'inserimento di Sanchez nell'affare, ma non essendo Dzeko un proprio problema, sottolinea la differenza al lordo che esiste fra gli ingaggi dei due giocatori. Dall'altro, invece, è la Roma che non vuole regalare niente a Dzeko, soprattutto rinforzando una rivale nella corsa Champions. Ballano almeno 3 milioni di euro, e al momento né i nerazzurri, né i giallorossi sono disposti a venirsi incontro.

ULTIME CHANCES – Cosa può accadere ora? Domani gli agenti e gli intermediari proveranno un ultimo contatto fra le parti con entrambi i giocatori, e quindi non solo Dzeko ma anche Sanchez, che sperano nel buon esito dell'affare. Servirà un lavoro di mediazione attivissimo e non scontato per trovare una quadra anche perché la possibilità di un inserimento in extremis di Juventus, Manchester City o Manchester United (contattate dagli intermediari in questi giorni) è tutt'altro che vicina. Se non si riaprirà la pista Inter, quindi, Dzeko (oggi sorridentee e noncurante all'Olimpico nell'accogliere il neo-acquisto Reynolds LEGGI QUI) dovrà trovare il modo di sanare il suo rapporto con l'ambiente, con i Friedkin e soprattutto con Fonseca che oggi più che mai ha ritrovato serenità sulla panchina giallorossa. Altrimenti per lui, Roma, si rivelerà essere soltanto una prigione dorata.


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