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Si va delineando la ripartenza del calcio, ovviamente con i limiti e i dubbi imposti dalla diffusione del coronavirus. Il presidente federale Gravina ha le idee chiare e le ha trasmesse al Consiglio. Il principio base è quello di giocare in modo completo tutti i campionati professionistici, o almeno di provarci (mentre i tornei dei dilettanti sono stati ufficialmente chiusi). Se non si riuscirà a terminarli, si disputeranno playoff e playout in base alle classifiche così come saranno nel momento dello stop. In caso di ulteriore impossibilità a giocare anche playoff e playout, le graduatorie saranno determinate su criteri meritocratici. Di sicuro ci saranno tutte le promozioni e le retrocessioni previste, senza alcun blocco.

PLAYOFF E PLAYOUT - I playoff e i playout diventano dunque ipotesi concrete e saranno basati su due principi: 1) non ci saranno strani ribaltoni rispetto alle classifiche maturate sul campo (è impensabile insomma che possa essere ammessa alla poule scudetto una squadra che è ottava in classifica oppure che rischi di retrocedere chi è decimo, al contrario di quanto emerso negli ultimi giorni); 2) i criteri per stabilire l’ammissione ai playoff e ai playout verranno stabiliti prima che i campionati ripartano, in modo che, nel caso ci fosse un nuovo stop, non ci siano rivendicazioni legate alla posizione di una determinata squadra in quel particolare momento (le decisioni in merito verranno probabilmente prese dal Consiglio federale di inizio giugno).

SERIE A, B E C - Per quanto riguarda la Serie A, nel caso si debba ricorrere a playoff e playout verranno formate tre fasce: una per decidere lo scudetto (ipotizziamo a 4 squadre); una per l’Europa League (a 8-10 squadre); una per la retrocessione (a 6-8 squadre). La B, che intende provare in ogni modo a concludere il campionato regolarmente, non ha dubbi: la formula dei playoff e dei playout fa già parte del format di quel campionato. Tutto più complicato in C (non a caso il presidente della LegaPro, Ghirelli, se n’è andato furibondo: voleva che i suoi tre gironi venissero dichiarati chiusi già adesso). Qui è quasi impossibile pensare di terminare i campionati sul campo e diventa difficilissimo anche ipotizzare i playoff in base al regolamento attuale, visto che dovrebbero parteciparvi addirittura 28 squadre. Si potrebbero ridurre le squadre, ma quasi sicuramente ci sarebbe la sollevazione di molte società. Una via quasi senza uscita, insomma.

LA MEDIA PUNTI - Resta fermo il principio che, se in un certo momento sarà impossibile andare avanti con le partite, le classifiche verranno decise su base meritocratica: l’ipotesi che si tenga conto della media punti, osteggiata in C soprattutto dal Bari (premierebbe il Carpi), è concreta. In A ad esempio il Verona strapperebbe a Parma e Milan l’ultimo posto utile per andare in Europa League, almeno adesso.
LE DATE - La Federcalcio ha stabilito che si potrà giocare fino al 20 agosto, anche se in realtà vorrebbe terminare il campionato di A nel periodo che va dal 13 giugno (data auspicata per la ripresa, ma resta viva l’ipotesi del 20 giugno) fino al 2 agosto. I 18 giorni in più serviranno per le emergenze (se qualche partita dovesse saltare) ed eventualmente per chiudere la Coppa Italia. La B potrebbe partire il 27 giugno e concludersi appunto entro il 20 agosto.

IL PROSSIMO CAMPIONATO - Non ci sarà praticamente sosta tra questa stagione e la ventura. La finale di Champions dovrebbe giocarsi il 29 agosto e già dal 1° al 9 settembre ci saranno gli impegni delle nazionali (tre partite per ciascuna rappresentativa in quel periodo). La Serie A comincerà il 13 o il 20 settembre.

IL MERCATO - La stagione, dal punto di vista federale, si chiuderà il 31 agosto: una data stabilita soprattutto per permettere la gestione dei contratti in scadenza e dei prestiti. E’ presumibile che il mercato ufficialmente si apra il 1° settembre e potrebbe anche essere più breve rispetto alle abitudini: di solito in estate dura dal 1° luglio al 31 agosto, stavolta c’è un progetto per farlo terminare in un mese o al massimo un mese e mezzo, quindi con conclusione a fine settembre oppure metà ottobre (per poi riaprirsi a gennaio per le trattative invernali). Ma è probabile che, da questo punto di vista, incidano in modo decisivo anche le scelte delle altre federazioni europee: la sintonia tra i paesi potenti del calcio continentale è fondamentale per non creare problemi ai club nella gestione dei trasferimenti.

@steagresti