1
C'è una verita' che non è mai emersa nei giorni iniziali di questo mese di giugno e che avrebbe dovuto far riflettere i tifosi viola che si sono scatenati nell'accusare il c.t. azzurro Cesare Prandelli per non aver convocato Giuseppe Rossi. Nessun dirigente della Fiorentina ha preso la parola direttamente per difendere l'attaccante, con quest'ultimo talmente ferito dalla mancata convocazione per l'avventura mundial da scatenarsi su twitter contro la decisione del selezionatore dell'Italia. E non è stata una scelta solo di stile quella del club gigliato nei confronti di Cesare Prandelli che, anzi, da una parte della dirigenza viola è ancora visto come fumo negli occhi per un presunto tradimento nell'inverno 2010, con l'oggi c.t azzurro che allora si sarebbe offerto all'odiata Juventus, ma semplice costatazione del fatto che le condizioni fisiche di Rossi sono tutt'altro che ottimali. 

Infatti la verita' è che, dopo lo stop avvenuto nel corso di Fiorentina-Livorno, lo staff medico della Fiorentina e della nazionale sono rimasti costantemente in contatto, e proprio i medici gigliati avevano sconsigliato la convocazione già nel pre-raduno dell'attaccante italo-americano. Il tono muscolare era infatti considerato non adeguato e il rischio di una ricaduta era ritenuta probabile. 

Al di là del gol realizzato con il Sassuolo e dell'assist contro il Livorno, Montella era consapevole del fatto che i continui infortuni hanno condizionato Rossi e il suo modo di giocare. Ecco perchè, dopo la delusione per la mancata chiamata convocazione, a Pepito è stata consigliata una vacanza senza alcun lavoro fisico-atletico per il primo mese senza pallone, con una valutazione specifica sui carichi che riuscirà a sopportare che sarà fatta solo a Moena. Alla Fiorentina non vi è la piena certezza che Rossi possa tornare un'atleta integro a tutti gli effetti, ed è per questo che Montella ha chiesto che non vengano ceduti Babacar e Bernardeschi.