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C'è un allenamento che, piu' di ogni altro, racconta i motivi per i quali Giuseppe Rossi non partecipera' ai prossimi Mondiali di Brasile 2014

E' quello di mercoledì scorso, a porte chiuse, della Nazionale azzurra in ritiro dallo scorso 20 maggio al centro tecnico di Coverciano. Le esercitazioni tattiche sono iniziate già da una ventina di minuti e dopo qualche prova, senza le pettorine che designeranno poi i possibili titolari contro l'Irlanda, il c.t. azzurro Cesare Prandelli interrompe la seduta per stimolare Pepito, timoroso, impacciato, restio ad entrare in area, a cercare la profondita' personale, e soprattutto l'uno-due con il compagno d'attacco che gli permetta anche di essere efficace negli ultimi venti metri. Tutto inutile. Il numero 49 viola ha paura, anche solo inconsciamente, di avvicinarsi agli avversari di turno, e così nelle partitelle successive il tecnico della Nazionale stabilisce di escludere definitivamente dalle sue scelte in vista dell'amichevole di tre giorni dopo, a Londra, l'ex stella anche di Parma, United e Villareal.

La notte successiva, seguendo piu' i sentimenti che la ragione, Cesare Prandelli decide che Giuseppe Rossi potrebbe trovare delle motivazioni speciali dalla maglia da titolare proprio al 'Craven Cottage', stadio che nel novembre scorso vide proprio il classe '88 italoamericano tornare a segnare in maglia azzurra, ma i risultati dei test effettuati nei giorni antecedenti, con monitorizzazione di ogni singolo elemento della Nazionale dal mattino fino al tramonto, e soprattutto la prova opaca contro l'Irlanda, con ancora troppi timori di Pepito nel cercare la finalizzazione, portano il c.t. azzurro alla decisione assunta ieri sera, che non è una bocciatura definitiva, ma certo spegne un sogno a lungo coltivato dall'attaccante della Fiorentina e da chi era gia' pronto a scrivere un'ennesima favola del mondo dello sport.
Proprio i dirigenti gigliati, anche se non lo ammetteranno mai, sono contenti di questa esclusione del proprio tesserato dal Mondiale, perchè puntano ad un recupero totale dei propri sfortunati attaccanti titolari (oltre Giuseppe Rossi, anche Mario Gomez non sara' in Brasile con la sua Germania), in vista della prossima stagione.

Del resto proprio chi aveva seguito il recupero clinico, giorno dopo giorno, del giocatore infortunatosi lo scorso 5 gennaio, era consapevole che nonostante la buona volontà, l'anima che ci ha messo Giuseppe Rossi nella fisioterapia prima, negli allenamenti poi, e pure nelle prove in campo di fine stagione, ci sarebbe voluto un autentico miracolo per vedere il 26enne di Teaneck sulla scaletta dell'aereo che portera' gli azzurri, giovedì prossimo, da Roma a Rio de Janeiro. 

La Confederations Cup ha insegnato a Prandelli, e soprattutto al suo staff, che, alla luce dei tanti viaggi, delle condizioni climatiche e degli impegni ravvicinati, prima devono venire le scelte di atleti, e poi di calciatori, e pur essendoci un divario tecnico incredibile fra Pepito e ad esempio uno come Insigne, il primo, al momento, ha evidenti limiti fisici e psicologici, e stavolta il ct., ha dovuto accantonare il romanticismo, e pensare alla praticità di un'avventura in cui lo stesso uomo di Orzinuovi, fresco di rinnovo di contratto con la Figc, si gioca molto della sua crescita professionale, e della sua autorità calcistica.