Un’estate all’inglese. Mentre la nazionale di Southgate e del momentaneo capocannoniere Kane sta ben figurando a Russia 2018, l’Inghilterra domina anche ai mondiali italiani della musica, gli I-Days, andati in scena lo scorso weekend a Milano. Goleador della kermesse sono stati i due fratelli Gallagher, grandi amici della vera rockstar del calcio, Diego Armando Maradona, che l'altra sera durante Nigeria-Argentina ha dato il meglio di sé tra occhi spiritati, pupille improbabili, dito medio, insulti e danze "proibite" con una tifosa nigeriana. 

I fratelli più litigiosi della musica mondiale sono saliti palco in due giornate differenti proprio nel festival dove gli Oasis avrebbero dovuto suonare già nel 2009, pochi giorni dopo il loro scioglimento. E come al solito non sono mancati calcio e sfottò. Il frontman Liam, protagonista della prima giornata insieme al connazionale Richard Ashcroft (set acustico per lui) e ai The Killers, sale sul palco accompagnato dal coro di festa dei tifosi del Real Madrid dopo la vittoria in Champions ("Campeones Campeones, Olé Olé Olé") e si rammarica con il pubblico perché "un Mondiale senza Italia è difficile da digerire". Spara una energica scaletta fatta soprattutto di pezzi degli Oasis e se ne va chiedendo ai fan di portare i propri saluti al fratello, ricordandogli che il suo posto è sulla fascia a suonare la chitarra perché in mezzo all’attacco ci deve stare lui. Il leader e chitarrista Noel, invece, due giorni dopo il fratello chiude, con la bandiera del Manchester City sul palco, una giornata tutta britannica aperta dai Ride e i Placebo, con un concerto più qualitativo rispetto a quello di Liam ma decisamente meno di impatto e una scaletta troppo corta insieme ai suoi High Flying Birds

In mezzo a tanti gol made in Uk, però, il mondiale degli I-Days è stato vinto dagli Stati Uniti, soprattutto grazie ai Pearl Jam. La band di Seattle regala all’Italia l’ennesimo concerto da brividi nonostante i problemi alla voce del frontman Eddie Vedder, capace di emozionare facendosi accompagnare alla voce dalle oltre 60mila persone che conoscono ogni pezzo, soprattutto quelli degli esordi negli anni ’90 (Ten e Yield gli album più presenti in scaletta). Un concerto da record, nel quale non sono mancati momenti emozionanti (come la celebrazione dell’anniversario di Vedder con la moglie conosciuta proprio in occasione di un concerto a Milano) e di sensibilizzazione sociale, con chiari attacchi alla presidenza Trump soprattutto dopo le ultime azioni intraprese contro i migranti messicani e i loro bambini ("Leave them kids alone" è il coro che si è alzato potente durante la cover dei Pink Floyd, Another Brick in The Wall, eseguita in coda a Daughter). E una commovente versione di Imagine a sostegno dell'iniziativa #ApriteiPorti. Rita Pavone ha commentato su Twitter: "Ma farsi gli affari loro, mai?!?". 
Tanta musica britannica, insomma, ma l'assolo decisivo alla fine è arrivato dal pallone d’oro Eddie Vedder, come se in Russia a spuntarla, nonostante i gol di Kane, fosse il Portogallo di Cristiano Ronaldo.

Quattro anni fa in Brasile Gotze festeggiava il gol decisivo nella finale vinta ai tempi supplementari contro l'Argentina baciando la sua bella. La Germania non lo ha nemmeno convocato e ora è già stata eliminata ai gironi, perdendo 2-0 a sorpresa con la Corea del Sud. 

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Intanto ieri sera il nuovo acquisto dell'Inter, Radja Nainggolan era a San Siro a vedere il concerto dei Negramaro. Pronti a battere un record italiano con sei date negli stadi nello stesso tour: dopo la data "zero" del 24 giugno a Lignano, i prossimi appuntamenti sono il 30 giugno all'Olimpico di Roma, il 5 luglio all'Adriatico di Pescara, l'8 luglio al San Filippo di Messina e il 13 luglio al Via del Mare di Lecce. Da non perdere il Rugby Sound a Legnano con Fabri Fibra, Sfera Ebbasta, il figlio di Bob Marley, i Negrita e il trio Nek-Pezzali-Renga

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