Eder arriva all’Inter e ovviamente gioca (chissà se già nel derby). Ma in quale posizione dell’attacco? Mancini ha deciso come schierarlo - poi lo vedremo - però il dibattito è aperto: l’italobrasiliano dà il massimo da esterno, da seconda punta o da centravanti, il ruolo che in carriera ha ricoperto decisamente di meno? Vediamo.
 
La veste nella quale possono più brillare tutte le sue qualità, inclusa la corsa, è quella di attaccante esterno: Eder ha gambe, polmoni e dedizione per aiutare la squadra, rientrare in copertura, sfruttare la rapidità e l’allungo. Unico problema: rischia di rimanere un po’ lontano dalla porta e, considerato il suo acclarato senso del gol, questa collocazione tattica ha senso soprattutto se si ha già un realizzatore in area.
 
Se Eder agisce da seconda punta, alle spalle di un centravanti classico, può sfruttare lo scatto nel breve, le doti nel tiro, le qualità tecniche che non sono affatto trascurabili: anche in questa posizione tante sue caratteristiche vengono esaltate, benché non sia il classico trequartista.
 
Ultima opzione: Eder punta centrale, terminale del gioco offensivo della squadra. Qui il dubbio è essenzialmente fisico: non ha la stazza per brillare nel gioco aereo, né per reggere l’urto di difensori potenti.
Di contro, può mettere in difficoltà gli avversari con la rapidità. Non solo: se attorno ha una squadra che funziona e lo rifornisce, sfrutta al massimo il proprio senso del gol.
 
Tre possibilità, nessuna certezza, nel senso che - a nostro avviso - Eder può ricoprire tutt’e tre questi ruoli (quello di centravanti, semmai, solo in determinate situazioni). Dipende dalle necessità e dalle caratteristiche della squadra che lo ha a disposizione, di sicuro un attaccante così permette al suo allenatore diversi accorgimenti tattici e variazioni sul tema, anche a partita in corso. E magari incidono pure le caratteristiche dell’avversario, perché può essere collocato nella posizione in cui può fare più male.
 
Mancini - dicevamo - ha deciso: la sua intenzione sembra quella di schierare Eder, almeno all’inizio della sua avventura a Milano, come attaccante centrale. E la decisione a noi appare sensata, visto che il problema dell'Inter è essenzialmente l’incapacità di realizzare gol a sufficienza. Pensate che, sebbene siano al terzo posto in classifica, i nerazzurri hanno l’undicesimo attacco della serie A per reti segnate: ne ha fatte di più perfino la Sampdoria che è quart'ultima (la Sampdoria di Eder, appunto). 
 
E’ chiaro che la scelta di schierare Eder da centravanti determina due esclusioni eccellenti: quella di Icardi, innanzitutto (ma già giocava con scarsa continuità), e anche quella di Jovetic, il quale può solo cercare di trovare spazio da trequartista oppure da esterno d’attacco.
 
Eder, insomma, rivoluziona l’Inter: il suo arrivo può rilanciarla al vertice oppure scatenare definitivamente la bagarre interna.