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Timido, 22 anni, alto, talentuoso e della provincia di Cordoba. Non stiamo parlando di Javier Pastore, ma di Franco Vazquez, in arrivo al Palermo a fine dicembre. "Dopo Natale parto, ho il volo fissato per il 28 dicembre, ho davvero voglia di partire, e cresce ogni giorno", spiega in un'intervista esclusiva a Calciomercato.com.
 

Ti dà tanta tristezza lasciare il Belgrano?
"Ovvio che mi dà molta tristezza, l'ultimo anno è stato il migliore della mia carriera per aver avuto l'opportunità di giocare in prima divisione. Pero uno pensa sempre a migliorare e quella che si presenta ora è una grande opportunità".

Cosa signicò mandare il River Plate in serie B?
"A noi diede molta felicità la promozione, ma la verità è che di fronte avevamo il River e la notizia ha fatto il giro del mondo. E' bello restare per questo motivo nella storia del Belgrano e del calcio argentino".

Nell'ultimo torneo di Apertura, avete fatto 28 punti. Bilancio?
"Positivo, il nostro obiettivo era farne almeno 25. Il torneo lo ha vinto il Boca, meritatamente. A casa loro abbiamo fatto 0-0, giocare in quello stadio è impressionante, ti tremano le gambe".

Come è stata la trattativa con il Palermo?
"Inizialmente ho sentito dell'interesse del Palermo dai quotidiani, dopo ho saputo che sarebbero venuti a vedermi contro l'Olimpo. In quell'occasione, per fortuna, feci un gol. La settima successiva arrivò un'offerta concreta, ma io volevo restare per altri sei mesi, mentre il Palermo avrebbe voluto portarmi in Italia già in estate. Per fortuna ci siamo accordati e ho potuto giocare con il Belgrano per qualche mese in prima divisione".

Cosa conosci del tuo nuovo club e della città?
"E' una città molto bella, fra le più belle in Italia. Il club è molto serio e ci ha giocato un calciatore che ammiro molto, Javier Pastore. E poi arrivo in un campionato dove giocano alcuni fra i più forti giocatori del mondo. Da quando abbiamo concluso l'accordo guardo tutte le gare del Palermo e così so come gioca e come giocano i miei compagni".

Pensi di poterti adattare velocemente al calcio italiano?
"Speriamo di sì. All'inizio dovrò sacrificarmi, ma ho molta voglia di crescere e di migliorare".

Il Catania, rivale principale del Palermo in Serie A, ha tanti argentini...
"Sì, lo so. Non li conosco personalmente, ma come calciatori sì".

Quali sono i giocatori che ti piacciono di più nel campionato italiano?
"Ce ne sono molti, ma il migliore è Ibrahimovic. Mi piacerebbe incontrarlo e scambiare la maglia con lui".

Il paragone con Pastore è inevitabile. A livello giovanile vi siete affrontati nel derby di Cordoba: a Talleres vinse il Belgrano, la tua squadra, per 3-2, e tu segnasti un gol...
"Lo so che il paragone sarà inevitabile, sarà una pressione supplementare. Ma a me non piace essere paragonato a nessuno. Pastore ha fatto la sua strada e io voglio fare la mia. Mi piacerebbe impormi con il mio nome e avere la sua stessa fortuna a Palermo, o anche di più".