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Elezioni sindaci, per chi vota il cinghiale?
Succede che i commentatori dei tre maggiori quotidiani italiani in contemporanea si occupano del cittadino cinghiale. Sono i tre (Gramellini, Serra e Feltri Mattia) i brillanti e attenti osservatori posti solitamente all'incrocio tra politica e costume, da lì segnalano chi e cosa passa per Città Italia. E tutti e tre lo stesso giorno individuano come passanti del giorno i cinghiali. Cittadino cinghiale, una famigliola ordinata di cinghiali che attraversa sulle strisce e che in apposito video una mamma indica alla sua bimba esortandola al "batti le mani". Famigliola di cinghiali di certo consapevole del passeggiare tra umani nelle loro città, però di diventare protagonisti della campagna elettorale per i sindaci delle città degli umani, questo proprio non se lo aspettavano. Cinghiali a Roma, colpa della Raggi. No, di Zingaretti, quindi di Gualtieri. Macché, colpa delle varie clientele di nullafacenti stipendiati comunali di cui Alemanno fu campione, Alemanno da cui, per interposta Meloni,  discende Michetti. E il cinghiale e famiglia vanno riformisticamente nutriti e protetti ma resi sterili o sovranisticamente impallinati a fucilate o naturalmente accolti come graditi ospiti della decrescita felice? Per chi vota e fa votare il cittadino cinghiale in passeggiata (elettorale?) per la città? Il quesito è autorevolmente e diffusamente posto. E questo fa un po' passare, solo un po', la voglia di votare. A meno che non ci sia un candidato cinghiale.

Draghi: non alzeremo le tasse. Ci si può credere, per un po'.
"Questo governo non ha intenzione di alzare le tasse". Parole testuali di Mario Draghi. Non è fuffa elettorale, è grammatica economica. Non si alzano le tasse quando cerchi espansione del Pil. Quando saranno tornati anni definibili di vacche relativamente grasse, allora la stessa grammatica economica direbbe (e dirà) che il giuramento di non alzare le tasse sarebbe una bugia.
Onorevoli tamponi, mai tirare fuori un centesimo.
Green Pass obbligatorio alla Camera dei Deputati (Senato seguirà con calma). Lo fa sapere il presidente Fico che sottolinea: "per i deputati nessun privilegio". Proprio nessuno? I tamponi per gli onorevoli che non si vaccinano saranno pagati da un Fondo interno detto di Solidarietà. Insomma non di tasca diretta degli onorevoli. Una spesa diciamo alla grossa di cento euro al mese giudicata insopportabile per redditi reali intorno ai diecimila netti. Non sarà un privilegio, forse. Ma di certo è una pezzentata realizzata in omaggio al principio guida del mai tirare fuori un centesimo. Onorevoli avari, avarissimi. Soprattutto con se stessi, anche se non se ne rendono conto.

Sconto su rincaro bollette.
Arriva sconto, parziale, su rincaro bollette elettricità e gas. Di un po' dell'aumento si fa carico la cosiddetta fiscalità generale. Che però non è come molti amano pensare una stamperia di banconote. Se cassa pubblica paga un po' delle bollette, cassa pubblica da qualche altra parte deve spendere meno. Comunque il caro bollette non è che un'avvisaglia: passare da energia prodotta da fonti fossili e ammazza ambiente a energia prodotta da fonti senza emissioni (a questo punto letali) costa. E anche tanto. Consapevolezza scarseggia, illusione abbonda: secondo apposita ricerca il 75% degli italiani è più che favorevole alla sostenibilità ambientale. Ma non sa (insieme a buona parte del restante 25%) cosa vuol dire in concreto. Il sospetto, fondato, è che pensi sia mangiare cibo targato bio, farsi un monopattino elettrico e consumare prodotti che tutti, proprio tutti, gli spot tv già giurano "assolutamente naturali".