Una preghiera per l'ambiente. Nel suo ultimo tour, partito martedì 19 marzo a Firenze, Elisa propone live i brani del suo disco “Diari Aperti”, incanta con il suo vasto repertorio ma, soprattutto sensibilizza e tocca temi che fanno riflettere, tra cui uno in particolare, al centro delle riflessioni negli ultimi giorni: l’ambiente. La cantante triestina dedica infatti la toccante A prayer a Greta Thunberg, la giovanissima attivista per lo sviluppo sostenibile e il cambiamento climatico in aria di Nobel per la Pace, che sta facendo riflettere sul tema gran parte della popolazione mondiale. 

Sensibilizzazione, sia chiaro, nulla di scientificamente nuovo, ma le parole di Greta raggiungono lo scopo di risvegliare gli animi e sono state addirittura fonte di ispirazione per la mobilitazione dei Fridays for Future, le manifestazioni mondiali per chiedere un’aria più pulita, meno plastica negli oceani e un maggior utilizzo delle energie rinnovabili. Venerdì scorso in piazza si è visto anche un cartello con la scritta: "+CR7 -Co2". 

La piccola ambientalista svedese ha colpito nel segno anche nel calcio. In Italia, il primo a esporsi è stato il difensore dell’Inter, Andrea Ranocchia, che già lo scorso dicembre prima di Natale aveva postato sui suoi canali social il video del discorso di Greta alla conferenza Cop24 in Polonia di fronte ai principali Leader mondiali, scrivendo: “Non si è mai troppo piccoli per fare la differenza”

L'ex difensore inglese del Manchester United, Gary Neville, è da sempre un convinto ecologista al punto da costruirsi case eco-sostenibili. Ranocchia e Neville sarebbero perfetti componenti del Forest Green Rovers (club di quarta divisione inglese), l’unica squadra al mondo a essere al 100% eco-sostenibile: gioca in uno stadio dotato di pannelli a energia solare, in un campo con un manto erboso realizzato in energia organica e irrigato con acqua piovana e dispone una rosa che segue una dieta totalmente vegana. 

Nella musica internazionale, tra i più grandi ambientalisti ci sono i Radiohead, che già dal 2012 propongono tour a impatto zero e lottano per la riduzione dei packaging dei propri supporti musicali, Pharrell Williams, che da anni collabora con l’Onu, Al Gore e Paul Watson di Sea Sheperd per la salvaguardia dell’ambiente e i Pearl Jam, che in anni di attivismo si sono spesso espressi sulle emissioni di CO2, come nel 2009 quando hanno investito 210mila dollari in interventi di rimboschimento a Washington dopo il loro Backspacer Tour. 

Sarà per questo che la nostra principale “attivista anti-Pearl Jam”, Rita Pavone (è ancora nella memoria dei più il suo ridicolo attacco a Eddie Vedder sulla questione porti e Salvini della scorsa estate), non ha perso occasione per schierarsi contro Greta Thunberg negli ultimi giorni. La cantante, con un tweet indelicato non tanto per la gaffe sulla malattia della ragazzina (Rita non sapeva della Sindrome di Asperger di Greta e si è scusata in un secondo momento) quanto per una non richiesta e inutile uscita da “bulla” sul tema, ha dimostrato ancora una volta che piuttosto che esporsi in modo superficiale su temi importanti è meglio godersi una partita di pallone mangiando la pappa col pomodoro.