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Saranno gli Imagine Dragons a esibirsi, sabato sera, prima della finale della Champions League tra Tottenham e Liverpool al Wanda Metropolitano di Madrid. Una band statunitense, Dan Reynolds e soci sono infatti di Las Vegas, aprirà le danze allo spettacolo che celebrerà il trionfo e lo strapotere britannico in questo 2019 calcistico. Scelta alquanto discutibile da parte degli organizzatori (da quattro anni è Pepsi il partner dell’Uefa per la cerimonia di apertura della finale) se si considera che la scena musicale britannica, soprattutto nella sua veste rock, non ha nulla da invidiare a quella a stelle e strisce. 

E’ vero che la British Invasion degli anni ’60 si sviluppò dal riadattamento di blues, skiffle e rock and roll americano e che l’artista di massima ispirazione per chi fa musica nel Regno Unto è Elvis Presley, ma oggi le tre città rappresentate ai vertici del calcio mondiale hanno una tradizione e una scena musicale che domina anche la discografia globale. 

A partire da Londra che, tra Europa League e Champions, vede tre squadre (Tottenham, Chelsea e Arsenal) tra le quattro finaliste. Nella capitale inglese sono nate rock band leggendarie come The Rolling Stones, Queen e Led Zeppelin o artisti che hanno cambiato la musica come David Bowie o Elton John (anche presidente onorario del Watford, stasera si esibisce in concerto all'Arena di Verona e proprio oggi esce al cinema il film Rocketman dedicato alla sua vita). Senza contare la scena punk, che vede Sex Pistols e Clash come punte di diamante o il fenomeno subculturale Mod, che ha fatto esplodere fenomeni come i The Jam di Paul Weller e i The Who. Per non parlare dell’epoca più contemporanea, nella quale Londra ha sfornato fenomeni come Blur, Coldplay, The Libertines o i rapper Dizzee Rascal e Skepta. 
Liverpool piazza una sola squadra tra le finaliste e le basterebbe una sola band per competere con l’intera schiera londinese, tanto che la città sul Mersey è Città Mondiale della musica per l’Unesco. Stiamo ovviamente parlando dei Beatles. Ma Liverpool non è solo Cavern Club, Fab Four, Strawberry Field e Penny Lane. A Liverpool sono nati anche i paladini del post-punk Echo and The Bunnymen, il dance e synth pop dei Frankie Goes To Hollywood, The La’s e i più recenti The Wombats, The Coral e The Rascals di Miles Kane che, insieme al londinese Elvis Costello, è uno dei principali tifosi dei Reds. 

Se a Londra e Liverpool aggiungiamo Manchester, con il City di Guardiola vincitore della Premier League e una storia musicale impreziosita da esponenti della Madchester anni ’90 come Stone Roses e Happy Mondays, dal pop di Simply Red e Take That, dalla new wave di Joy Division e The Smiths e soprattutto dal brit rock degli Oasis, possiamo dire con certezza che in quest’anno di dominio britannico, gli Imagine Dragons al Wanda Metropolitano suonano fuori luogo come una nota stonata o un rigore sbagliato al novantesimo.